Aumentano i reparti dedicati ai pazienti Covid negli ospedali

A Noale i lavori procedono a pieno ritmo, mentre Dolo si riempie velocemente. Da oggi è stata riattivata la Casa di cura Rizzola di San Donà

I lavori a Noale

Gli ospedali veneti si riorganizzano per far fronte alla nuova ondata dell'epidemia di Covid-19: man mano che nuovi pazienti positivi al virus vengono ricoverati per le cure (o che pazienti già ricoverati vengono infettati) c'è bisogno di predisporre non solo posti letto e attrezzature appositi, ma interi reparti che vanno isolati dal resto della struttura. È in quest'ottica che, nelle ultime settimane, le aziende sanitarie stanno riattivando i cosiddetti covid-hospital (per la nostra provincia quelli di riferimento sono Dolo, Jesolo e Villa Salus a Mestre) e cercando anche soluzioni alternative.

Noale

È il caso dell'ospedale di Noale: nel padiglione "Fassina", abbandonato da anni, sono in corso gli interventi decisi dall'Ulss 3 e dalla Regione che permetteranno alla struttura di accogliere fino a 120 posti letto «per pazienti Covid non gravi». I lavori sono in corso e oggi l'assessore regionale Gianpalo Bottacin ha confermato che i volontari della protezione civile «stanno ripristinando il blocco dismesso» per «garantire posti letto aggiuntivi nel caso in cui, speriamo di no, la curva del contagio continui a crescere».

San Donà e Jesolo

A San Donà di Piave è stata riattivata la Casa di cura Sileno e Anna Rizzola, struttura convenzionata che già nella prima ondata accoglieva malati di Covid. Ha ripreso a funzionare da oggi, in base ad un accordo siglato con l'Ulss 4, e in mattinata è arrivato il primo paziente. L'accordo prevede la messa a disposizione da 12 a un massimo di 25 posti letto con attivazione a moduli. L’accesso all’area di ricovero per pazienti covid-positivi avviene esclusivamente tramite un percorso di accesso dedicato e protetto. All'ospedale di Jesolo è stata riattivata ieri la sezione dedicata alle terapie intensive.

Dolo

Per quanto riguarda l'Ulss 3 la struttura principale resta quella di Dolo, che ad oggi, 5 novembre, ospita già 98 pazienti (7 in terapia intensiva): il numero è aumentato di una decina nelle ultime 24 ore e, al momento, è il più alto di tutto il Veneto. L'amministrazione comunale ha sempre rivolto critiche alla Regione, lamentando scarsa comunicazione e progettualità: «La giunta regionale non ha dato alcuna risposta - ha ribadito il sindaco due giorni fa - Dal 15 aprile attendiamo dalla risposte formali sull'organizzazione della fase emergenziale e sul futuro post Covid dell'ospedale di Dolo».

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