Droga a Mestre, un nuovo appello

Dopo la diffusione degli ultimi dati sui decessi per overdose, l'opposizione invita a tornare a investire sui servizi sociali e gli operatori di strada

Foto Denis Magro

I dati sui decessi da overdose nell'area veneziana sono preoccupanti e le misure di contrasto messe in atto non sembrano efficaci. Lo rileva Monica Sambo, capogruppo Pd Venezia, commentando i numeri diffusi nei giorni scorsi. Tra i morti ci sono sei uomini e una donna veneziani, età media 34 anni. Altri, di province limitrofe, si rifornivano a Mestre, uno dei centri di riferimento del nord-est per il traffico di eroina. A questi dati si aggiungono quelli dell'Osservatorio sulle tossicodipendenze dell’Ulss3: «Negli ultimi anni aumentano i giovani che fanno uso e che si rivolgono al SerD - rileva Sambo - e quindi chissà quanti sono quelli che non chiedono aiuto. Lo stesso Osservatorio lamentava la riduzione del lavoro di strada e di prevenzione, lanciando l’allarme sui comportamenti di consumo dei ragazzi più giovani. E non si parla di sola cannabis, ma anzi soprattutto di droghe pesanti».

Lavoro su strada

La repressione, ribadisce il Pd, non basta. «È evidente che per risolvere questo problema c’è bisogno di molto di più - aggiunge Sambo -. Non servono a niente “ordinanze” o “decreti” sicurezza, è necessario invece investire nel campo dei servizi sociali e sanitari, in particolare sugli operatori di strada. Sarebbe necessario innanzitutto avviare una grande campagna di informazione e prevenzione sul territorio, con un approccio diverso rispetto alle varie zone del comune. Ma ancor di più è necessario un nuovo paradigma: non serve la punizione del consumatore, bensì comprendere il fenomeno».

Record in Veneto

Dall'inizio dell'anno in Veneto si contano 25 morti per droga, il numero più alto in Italia. In una nota dal contenuto piuttosto generico, l'assessore regionale all'Istruzione, Elena Donazzan, ha sollecitato «ad affrontare il fenomeno con sempre maggior attenzione e più serrati controlli», aggiungendo che «abbiamo il dovere di mettere in atto tutti gli interventi possibili, in termini di prevenzione e presidio, per combattere questa piaga» e che è necessario «convocare gli Stati generali per fronteggiare l'emergenza».

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