Ponte di Calatrava, pronta l'ovovia Nasce una protesta in tuta da sci

La cabina per il trasporto disabili ancora al centro delle polemiche: gli aderenti a Venessia.com si presenteranno con attrezzi da neve per testare ironicamente l'ascensore

L'ovovia su Ponte della Costituzione a Venezia, ribattezzato "ponte di Calatrava"

E' un destino di non cerimonie e di infinite polemiche sui tempi e sui costi quello che accompagna la storia del ponte della Costituzione ideato da Santiago Calatrava, a Venezia. Una storia che parte 5 anni fa e che domani culminerà in una protesta in tuta da sci. La notte del settembre 2008, quando fu aperto ufficialmente al passaggio pedonale da una riva e l'altra del canal Grande. non ci fu alcun taglio del nastro e nessuna cerimonia. Ci sarà sabato mattina quanto entrerà in funzione (i controlli sulla possibile fruizione sono ancora in corso) la non meno contestata ovovia, al centro dell'interesse della Corte dei Conti per i costi lievitati fino a quasi 2 milioni di euro. Anzi, oggi il consigliere municipale e provinciale di Venezia di Fratelli d'Italia, Pietro Bortoluzzi, ha fatto simbolicamente "una non inaugurazione" davanti all'ovovia ancora "fuori servizio". Chiusa di notte, la struttura realizzata per risolvere i problemi di passaggio da Piazzale Roma all'area della stazione ferroviaria dei portatori di disabilità funzionerà come una sorta d'ascensore: "uno entra schiaccia un bottone e si mette in moto" spiega l'assessore ai Lavori pubblici Alessandro Maggioni.

Domani, però, sul lato del terminal automobilistico, si presenteranno per cercare di usufruire del passaggio all'insegna della goliardia, della "zingarata" memore di "Amici miei", anche una decina di aderenti all'associazione Venessia.com. Da sempre critici verso la soluzione dell'ovovia e prima ancora del ponte ideato dall'architetto catalano, al centro di un'inchiesta avviata nel 2005 dalla magistratura contabile che é ora pronta, come riportano "Gazzettino" e "Nuova Venezia", a consegnare le citazioni a giudizio all'ideatore e alcuni tecnici, gli aderenti all'associazione si presenteranno vestiti da sci con in mano gli attrezzi sportivi e chiederanno di poter salire.

"La nostra - dice Matteo Secchi, portavoce del gruppo che da anni affronta le sue battaglie contro lo spopolamento della città (ultimo dato 58.173 residenti nel centro storico) - vuole essere una presa in giro. Noi non discutiamo la funzione dell'ovovia, né il suo valore estetico. Mettiamo in dubbio la sua realizzazione e i soldi che sono stati spesi perché nel progetto originario Calatrava aveva pensato a un normale servoscala". Nessun commento invece sulla bufera giudiziaria e contabile, ma una sola considerazione: "con i soldi spesi per il ponte e per l'ovovia - sottolinea Secchi - si potevano mettere a nuovo decine di appartamenti e darli per la residenzialità. E' come se in una casa che ha bisogno di rifare l'impianto elettrico e si fosse deciso di mettere un centro tavola d'oro".

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(Ansa)

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