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Il padiglione (twitter)

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La Biennale per la prima volta in terraferma, Brugnaro: "Non si riveli un caso isolato"

Il sindaco mercoledì pomeriggio ha inaugurato a Forte Marghera "Reporting from Marghera and other Waterfronts", spazio in cui si ragiona sul possibile futuro dell'area industriale

La Biennale in terraferma: una presenza certo insolita che è stata salutata con soddisfazione dal sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, il quale ha inaugurato a Forte Marghera mercoledì pomeriggio "Reporting from Marghera and other Waterfronts", il padiglione all'edificio 36 curato dall'architetto Stefano Recalcati in occasione della Biennale Architettura 2016. 

Si tratta di un'esposizione in cui vengono passati in rassegna alcuni esempi di rigenerazione urbana di porti industriali, con l'obiettivo di stimolare una riflessione sulla riconversione produttiva di Porto Marghera. Zona che vive una lunga crisi e che cerca ancora di capire quale sarà il proprio futuro. Nel padiglione vengono approfondite le esperienze di quelle città-porto che, a partire dagli anni Ottanta, sono diventate post-industriali. Si tratta tra le altre di Baltimora, la Ruhr, Londra, Barcellona, Rotterdam. Ci si guarda attorno anche tra le realtà in cui questi processi sono ancora in corso, come Dublino, Amburgo, Lione, Oslo. 

"Marghera ha pagato molto in termini di destrutturazione - ha dichiarato il primo cittadino - Basta essere spettatori critici. Ora mettiamoci le mani per farla ripartire. Per troppo tempo si è pensato che salvaguardare equivalesse a non toccare, per salvaguardare invece bisogna proprio toccare". Un invito all'azione che il titolare di Ca' Farsetti ha rinnovato a più riprese negli ultimi tempi: "Nelle difficoltà le cose speciali vengono fuori  - ha continuato Brugnaro - Marghera e Mestre sono una specialità e devono essere rimesse al centro. La Biennale per la prima volta arriva in terraferma: questo non deve essere un singolo episodio, bensì un'occasione da ripetere e allargare. Ringrazio anche il consigliere delegato ai progetti speciali e alla smart city, Luca Battistella, trait d'union tra il progetto “Reporting from Marghera” e il Padiglione Venezia incentrato sull'idea della città sviluppata in altezza".


“Ecco realizzate sul luogo, grazie alla sollecitazione del sindaco - ha spiegato Paolo Baratta, presidente della Biennale di Venezia - esperienze già realizzate o in corso di realizzazione in altre città d'Europa che potranno offrire spunti di riflessione, possibilità concrete o differenti prospettive anche per Marghera”. Il progetto è pensato come una passeggiata sull'acqua, un pontile su cui sono ormeggiate 12 città. Ci sono le esperienze di Marsiglia, Rotterdam, Dublino, ma anche Oslo e Santander, di cui oggi era presente il primo  cittadino.

“Abbiamo un debito di gratitudine nei confronti di Mestre e Marghera, luoghi in cui viviamo, che in questi anni si è pensato a salvaguardare senza toccare nulla. Credo invece che la vera sfida sia quella di far tornare vive queste realtà grazie anche all'architettura. Perché l'architettura – ha sottolineato Brugnaro - serve per "architettare" e quella che funziona non deve solo esprimere un disegno, una sensazione estetica ma riuscire ad interpretare un significato profondo della vita delle persone”.
 

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