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Mercoledì, 19 Gennaio 2022
Cronaca

Biennale, ecco il padiglione Italia: 14 artisti, ma servono i soldi dei privati

Presentata stamattina l'esposizione tricolore della 55esima edizione della kermesse artistica in laguna. Curatore Bartolomeo Pietromarchi. Tutto si giocherà sul concetto del "doppio"

Quattordici gli artisti che esporranno le proprie opere al Padiglione Italia della 55esima Biennale di Venezia. Generazioni differenti a confronto, con nomi come Gianfranco Baruchello e Francesco Arena. Il titolo dell'esposizione, che si aprirà dal 1 giugno al 24 novembre 2013, sarà "vice versa", e si svilupperà sulla falsariga del concetto di "doppio". Concetti contrapposti che spesso riescono a creare una tensione, un movimento. Su questa falsariga il curatore Bartolomeo Pietromarchi, direttore del Macro, vuole dar vita a una sorta di "atlante della cultura italiana" che possa far viaggiare il visitatore nel tempo e nello spazio. Per renderla possibile, però, dopo la sfarzosità del precedente curatore Vittorio Sgarbi, ci si apre ai privati, per eventuali finanziamenti.

La mostra è articolata in sette stanze, ciascuna delle quali ospiterà due artisti in dialogo tra loro su temi specifici relativi alla loro poetica e con opere realizzate appositamente per la Biennale: la storia vista attraverso il proprio corpo per Fabio Mauri e Francesco Arena; la tradizione per Flavio Favelli e Marcello Maloberti; la tensione tra frammento e sistema per Gianfranco Baruchello ed Elisabetta Benassi; il paesaggio per Luigi Ghirri e Luca Vitone; l'illusione per Giulio Paolini e Marco Tirelli; la contrapposizione tra suono/silenzio, libertà di parola/censura per Massimo Bartolini e Francesca Grilli. Infine, il rapporto tra tragedia e commedia per Piero Golia e Sislej Xhafa che esporrano all'esterno.

Il Padiglione Italia si articolerà su un totale di 1.800 metri quadrati interni più il giardino. Il finanziamento del Mibac è di 600mila euro. In questo campo, la vera novità è il "Crowdfunding", ossia un metodo di finanziamento allargato, dal basso. Una scelta di "politica culturale", ha spiegato Pietromarchi, sulla scia di esperienze internazionali di successo, come quella del Louvre. "L'idea non è solo quella di avere un contributo economico - ha detto - ma di creare un dispositivo di partecipazione all'arte".

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