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Martedì, 25 Gennaio 2022
Cronaca Castello / Fondamenta Arsenale

"ResIstanbul", padiglione turco Biennale occupato all'Arsenale

Attivisti dei centri sociali hanno mostrato foto degli scontri di questi giorni in solidarietà con quanti sono scesi in piazza all'ombra del Bosforo

Le proteste di piazza in Turchia sono arrivate in laguna. Alcuni attivisti dei centri sociali, infatti, hanno occupato nel pomeriggio il padiglione turco della Biennale al grido di "Resistanbul, la primavera continua".

A far propendere per l'azione i manifestanti, i cortei che giorno dopo giorno da due settimane si susseguono all'ombra del Bosforo contro il leader turco Erdogan. La "scintilla" iniziale è scaturita per la difesa di Gezy Park, dove avrebbe dovuto sorgere un centro commerciale.

Gli attivisti del Morion e del Rivolta (alcune decine) hanno raggiunto il padiglione all'Arsenale per poi, una volta all'interno dell'installazione video, mettere in bella mostra alcune foto giganti che ritraggono momenti salienti degli scontri di questi giorni. Al termine la scritta "Resistanbul". Non si sarebbero vissuti momenti di tensione, anzi. Alcuni presenti avrebbero solidarizzato con i motivi dell'occupazione. Dopodiché i giovani hanno fatto armi e bagagli e si sono spostati in zona stazione ferroviaria, dove era stato organizzato un  flash mob di appoggio con chi, in Turchia, ha deciso di scendere in piazza per la difesa dei propri diritti civili.

I giovani "hanno poi consegnato una lettera - dice uno dei loro leader, Tommaso Cacciari - al curatore che ha apprezzato il nostro gesto tanto che adeguerà il padiglione in modo tale che le fotografie restino per tutta la Biennale". Domani - ha annunciato lo stesso Cacciari - un gruppo di giovani del centro sociale 'Morion' partirà per la Turchia per affiancare quanti, in quel paese, stanno protestando per i diritti civili.

Sulla manifestazione si è espresso anche l'assessore Gianfranco Bettin, che in una nota si è detto solidale con la causa dei giovani turchi: "La protesta al padiglione turco della Biennale da parte degli attivisti di Morion, Rivolta e Sale Docks  - scrive l'assessore in una nota - interpreta la vicinanza di gran parte dell’opinione pubblica a chi, a Istanbul, difende non solo l’esistenza di un parco pubblico dall’invadenza di una modernità deteriore ma lo stesso diritto a manifestare e a partecipare alle scelte in maniera democratica. L’Europa intera dovrebbe essere a fianco di quei giovani e di quei cittadini di Istanbul. Certamente lo è Venezia ed è bene che ciò sia stato ribadito nell’ambito di una delle maggiori manifestazioni artistiche e culturali del mondo, da sempre a fianco di chi lotta per la libertà d’espressione".

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