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Giovedì, 20 Gennaio 2022
Cronaca Marghera / Porto Marghera

Palais Lumiere, tecnici e imprese: "15mila nuovi posti di lavoro"

Le tre torri volute dallo stilista Pierre Cardin costeranno circa 20 miliardi di euro, ma il progetto sarebbe ad impatto zero ed autosufficiente

Una mega costruzione ad impatto nullo ma soprattutto, in tempo di crisi, con imprese del luogo e materiali lavorati a chilometri zero: così, per i promotori, si prefigura la realizzazione, in 15 mesi dal via dei lavori, e il supporto di otto banche per gestire il finanziamento privato, del Palais Lumiere a Marghera.

IL PROGETTO - La costruzione riguarda tre torri, alte più di 250 metri dal costo di 20 miliardi di euro, a forma di vela legate da una serie di anelli dove troverà posto, tra l'altro, l'università della moda voluta dall'ideatore dell'opera, lo stilista francese, ma di radici venete, Pierre Cardin. In attesa del via libera al Palais Lumiere, previsto per fine giugno, martedì i tecnici incaricati di realizzare la “torre della luce” hanno incontrato gli imprenditori del veneziano, un'operazione che verrà ciclicamente riproposta, per andare a caccia di eventuali idee ma soprattutto di mini-contractors cui affidare il lavoro, 15mila gli addetti necessari, colmando parzialmente il gap dei 60mila disoccupati creati dalla crisi nell'area industriale veneziana. L'ingegner Rodrigo Basilicati ha così riproposto il progetto della torre, che produrrà, ad esempio - tra eolico, geotermico e fotovoltaico - l'energia per i suoi bisogni cedendone altrettanta alla città, ma vedrà la realizzazione anche di chilometri di strade, rotonde, cavalcavia (ad unire con un'area verde Mestre a Marghera) e di un tratto del tram Venezia-Mestre. Tutti lavori, dal più grande (la realizzazione delle torri) seguendo con servizi, sottoservizi ed arredi, che potranno essere occasione di utili e lavoro per le imprese veneziane.

IMPRESE E LAVORI - Già è stato chiuso l'accordo per gli arredi d'arte interni in vetro artistico con le aziende di Murano. Saranno necessarie - ha detto Basilicati - aziende un po' più grosse che probabilmente verranno da fuori, ma tantissime in grado di lavorare dai 50milioni di euro di investimenti in giù. Un vantaggio poi - ha puntualizzato - è la volontà di fare il tutto in tempi brevi dividendo il progetto per lotti in modo tale che “senza pestarsi i piedi” tante imprese potranno lavorare contemporaneamente specie nei 15 mesi in cui si pensa di realizzare (entro il 2014 per ultimarla nel 2015) la maggior parte della “torre della luce”. Una sfida - ha concluso Basilicati - che significa dimostrare come in Italia e specie in Veneto e a Venezia, le cose progettate dai privati e che non si scontrano con la burocrazia, possono essere fatte presto e bene.

(ANSA)

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