Palais Lumiere, Orsoni categorico: "Per partire servono soldi e terreni"

Il Comune ribadisce che, senza la cifra richiesta e la proprietà degli ettari da edificare, il progetto della torre voluta da Pierre Cardin non decollerà mai

Nuovo capitolo nella vicenda del famoso Palais Lumiere, la torre di oltre 200 metri che lo stilista Pierre Cardin vorrebbe far costruire a Porto Marghera. La posizione del Comune sul progetto resta pragmatica, come ribadito dal sindaco Giorgio Orsoni lunedì sera durante l'incontro al centro Le Grazie, per procedere servono i soldi e i terreni.

TERRE E PROGETTI – Il primo cittadino di Venezia, come riporta il Gazzettino, ha spiegato a Rodrigo Basilicati, amministratore delegato di Concept Creatif il gruppo di Cardin, che non si può procedere se il privato non dimostra la proprietà dei 20 ettari su cui intende costruire. Ma non solo: per procedere con il progetto servono anche fideiussioni per 400 milioni di euro che garantiscano che tutte le opere di urbanizzazione collaterali (strade, tram, collegamenti...) siano realizzate anche in caso di stop al Palais. Continua quindi il tentativo di Cardin di acquistare i terreni per il suo “palazzo della luce”, ma da quando si sa del progetto i prezzi sono cresciuti in maniera vertiginosa. Intanto il gruppo dello stilista ha opzionato altri due terreni, arrivando al 51% delle aree di cui ha bisogno, che aggiunte a quelle del Comune arrivano al 67%. Firmati gli accordi con 5 grandi proprietari, resta da trovare un buon accordo con i 15 che possiedono i 5 ettari che mancano all'appello.

SULL'UNGHIA – Per quanto riguarda invece i soldi, che proprio come la proprietà dei terreni sono un elemento imprescindibile per far partire il progetto, il gruppo Cardin sta lavorando con advisor internazionali e istituti di credito di livello mondiali che si sono dimostrati interessati. La cifra necessaria, d'altro canto, non è di quelle che si possono pagare “brevi manu”: un miliardo e 450 milioni o, includendo le opere di urbanizzazione e giocando con le stime al rialzo, addirittura due miliardi e mezzo. Intanto i comitati favorevoli chiedono al sindaco impegni e deroghe, ma Orsoni resta fermo: quando ci saranno soldi e terreni, spiega il sindaco, il Comune farà tutto il possibile per aiutare.

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