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Venerdì, 21 Gennaio 2022
Cronaca Marghera / Via dell'Elettricità

ADDIO PALAIS Basilicati: "La torre Cardin non si farà più a Marghera"

Il nipote dello stilista mette una pietra tombale sul progetto del grattacielo da oltre 250 metri che doveva riqualificare l'intera area. E ora che si fa?

Il Palais Lumiere di Pierre Cardin non si farà a Marghera: lo ha annunciato all'Ansa l'ingegnere Rodrigo Basilicati, nipote dello stilista italo-francese, amministratore delegato della società Concept Creatif Pierre Cardin spa, che ha realizzato il progetto molto contestato di una torre alta oltre 300 metri nei pressi di Venezia.

"Abbiamo dovuto recedere dalla Bozza di Accordo di Programma del 21 dicembre 2012 sottoscritta con le autorità locali per la realizzazione a Marghera del Palais Lumiere - spiega Basilicati -. La scelta si è resa inevitabile dopo che, a oltre due anni e mezzo dalla presentazione dell'iniziativa, non è stato possibile concludere la procedura con l'approvazione formale di un accordo con tutte le amministrazioni pubbliche coinvolte". Per Basilicati sono aumentati col tempo gli ostacoli procedurali, «fino alla recente presa di posizione del Ministero dei beni culturali circa la presunta esistenza in zona di un vincolo paesaggistico finora mai fatto valere nè applicato a tutti coloro che hanno edificato nella zona».

Il nipote di Cardin lamenta che nel frattempo sono scaduti i termini massimi di efficacia dei contratti già conclusi per avere la disponibilità delle aree necessarie e sufficienti per la conclusione dell'iter amministrativo. "Abbiamo già investito nel territorio somme ingentissime per realizzare un sogno e contribuire così alla rigenerazione di Marghera - prosegue Basilicati -: a tutt'oggi non si sono verificate le condizioni minime di certezza di consensi e tempi per proseguire l'attività e continuare a investire le somme ancora più cospicue richiesteci da ogni parte sia per le aree che per le procedure". E conclude: "A questo punto non ci resta che augurare alle amministrazioni locali e ai proprietari delle aree di riuscire presto a riqualificare Marghera anche senza l'apporto del nostro entusiasmo".

ORSONI - "Il conservatorismo e la visione per il no all'innovazione a Venezia di certi ambienti romani hanno avuto il loro peso". E' duro il commento del sindaco Giorgio Orsoni alla notizia dello stop al progetto del Palais Lumiere. Il sindaco ha detto di aver appreso la notizia due ore fa direttamente dal nipote dello stilista Rodrigo Basilicati. "Da un lato effettivamente sembrava ci fossero problemi di reperimento dei finanziamenti, come più volte sottolineato anche da noi - aggiunge - dall'altra ha pesato la diffidenza degli stranieri nei confronti della nostra burocrazia. La Regione - rincara - l'ha tirata molto per le lunghe nell'ultimo mese, non muovendo alcuna carta". Il Comune, sottolinea, "ha sempre fatto tutto quello che doveva: francamente mi dispiace che questa cosa finisca così".

ZAIA - "In queste ore ci sarà sicuramente qualcuno che brinda: di certo io non faccio parte di questi signori". E' il commento del governatore del Veneto Luca Zaia alla notizia che il Palais Lumiere di Pierre Cardin non si farà più a Marghera. "Se ne va una grande opera e una grande opportunità - sottolinea - per le nostre imprese. Le opere si possono condividere o non condividere, il dibattito e il confronto civile sono il sale della democrazia - sottolinea Zaia, rimarcando che 'quello che potevamo fare lo abbiamo fatto fin dall'iniziò - ma purtroppo in questo caso è l'ennesima dimostrazione che ci troviamo in un Paese nel quale il partito del no a prescindere blocca tutto o peggio ancora come in questo caso riesce a farlo ancora prima delle autorizzazioni". Tutto questo, rileva, "avendo come risultato non solo la perdita dell'opera e quella economica, ma soprattutto l'invio di un messaggio devastante alla comunità internazionale, che avrà una ulteriore riprova di quanto sia difficile, se non impossibile, fare impresa o realizzare un'opera in Italia, come in questo caso". Il Palais Lumiere, aggiunge Zaia, "rappresentava infatti sotto questo profilo un'opera simbolo a favore di tutti quei capitali stranieri che potrebbero essere investiti in Italia e che anche grazie a queste notizie se ne andranno altrove". (ANSA)

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