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Palazzi in vendita, comitati critici "Evitare una nuova Disneyland"

Le associazioni private per la salvaguardia dei beni artistici e architettonici lagunari in allarme. Sullo sfondo le cessioni di Ca' Foscari

"AAA Venezia vendesi": è il nuovo grido d'allarme dei comitati privati per la salvaguardia dei beni artistici e architettonici lagunari vista la tendenza, sempre più marcata, da parte di Enti, istituzioni, ma anche privati, di vendere palazzi storici e di pregio destinati alla fine a diventare alberghi.

A dare voce ai comitati le preoccupazioni legate anche alla decisione di 'mettere sul mercato' tre edifici storici, non usati e ritenuti non funzionali, da parte dell'Università di Ca' Foscari, anche per mettere in sicurezza per i prossimi anni il bilancio. ''Esiste un concreto rischio - dice il presidente Umberto Marcello Del Majno - che il fiume di denaro che dal 1976 sta arrivando in città per la manutenzione di beni pubblici o privati di interesse pubblico si possa bloccare se non assisteremo ad un'inversione di tendenza da parte di chi gestisce la città".

"Bisogna dunque stare molto attenti a non prosciugare questo pozzo - aggiunge - ed è per questo che mi è stato dato l'incarico di denunciare la situazione come viene vista con occhi amorosi per Venezia". Del Majno ricorda come, nei 37 anni di attività, siano stati realizzati 727 interventi e come, solo dal 2005 al 2011, i Comitati abbiano speso quasi dieci milioni di euro per la manutenzione di Venezia. ''Premettiamo - ha chiarito - che non critichiamo la voglia di ristrutturarsi dell'Università, perché riteniamo Ca' Foscari e Iuav due delle perle della corona di Venezia, quindi imperdibili. Quel che ci preoccupa è che il vuoto di tre palazzi sia riempito solo da alberghi, perché questo significherebbe cambiare completamente il contorno abitativo".

Oltre al tema della residenzialità, i Comitati stanno insomma cominciando a preoccuparsi anche del destino a breve della città, che si sta tramutando solo in una meta turistica di passaggio. "In particolare, preoccupa poi la mancanza di una guida, di un'indicazione strategica, perché Comune e autorità competenti - rileva Del Majno - ci sembra non abbiano dato alcuna indicazione su quella che deve essere la gestione urbana del territorio. E ci preoccupano anche i tempi dilatati".

"Non sono un fanatico della programmazione pubblica - dice - ma un piano regolatore che indichi qual è il bene comune ci vuole. Ho stima del sindaco Giorgio Orsoni e so quanto le decisioni siano difficili da prendere in questa città, ma l'Amministrazione deve essere responsabilizzata a trovare una soluzione perché dubito ci sia chi abbia voglia di finanziare una nuova Disneyland".

Che ha far alzare la voce dei Comitati sia l'operazione Ca' Foscari, non preoccupa il rettore Carlo Carraro che condivide l'essenza del messaggio. "L'analisi che ha fatto Del Majno - ha commentato Carraro - è molto corretta; al di là di quel che fanno le Università, occorrono operazioni di sistema più ampie. Da cinque anni, stiamo infatti lavorando per dare alla città una prospettiva economica che non sia basata solo sul turismo''. Per Carraro la spinta per una nuova Venezia meno inquinata dal turismo viene dalla cultura con azioni sinergiche tra istituzioni ad essa deputate Biennale in primis e con l'Università sempre più vocata alla ricerca. (ANSA)

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