Un parco fluviale lungo il Marzenego

Sponde percorribili, depurazione delle acque e forestazione. La variante al piano degli interventi, adottata oggi dalla giunta comunale, dovrà passare in consiglio

Forestazione e nuove regole in materia edilizia. Sponde che siano percorribili e depurazione delle acque: la giunta comunale di Venezia ha detto sì alla variante al piano degli interventi per la realizzazione del parco fluviale del Marzenego. La proposta di delibera, presentata questa mattina alla presenza del sindaco lagunare Luigi Brugnaro, dovrà essere ora discussa in consiglio comunale.

Recupero della storia della città

«Il parco fluviale - ha spiegato Brugnaro - serve per recuperare la storia della città». Le nuove edificazioni dovranno «riappropriarsi dell'elemento acqua», rispettare l'ambiente. Saranno di fatto asservite al parco. Si comincerà con un primo tratto del Marzenego, poi gli interventi, negli intenti, saranno estesi a tutta l'asta del fiume e ai canali e fiumi che confluiscono in laguna, arrivando al suo progressivo disinquinamento. «L’idea di fondo - ha sottolineato Brugnaro - è che le acque diventino un luogo a cui rivolgersi, un luogo che va poi gestito e organizzato».

Area ex Umberto I

La delibera contiene un’indicazione forte per l’area dell'ex Umberto I: se prima gli edifici davano il retro verso il Marzenego, ora la prospettiva dovrà ribaltarsi. E ancora, appone un vincolo di tipo urbanistico su un’area agricola, demandando alla contrattazione con i privati la compensazione urbanistica, secondo quanto previsto dalla legge regionale: attraverso cessione di crediti edilizi o trasferimenti di cubatura «riusciremo ad ottenere queste aree senza impegni di spesa per il Comune e senza coercizione».

Viabilità

Gli interventi riguarderanno anche la risoluzione dei problemi di viabilità, con lo snodo della Gazzera che verrà collegato con la tangenziale, grazie ai finanziamenti della regione Veneto. «Si aprirà infine una serie di ragionamenti coi privati in merito al disinquinamento delle acque, - ha continuato il primo cittadino - per cui il collegamento delle case alle fognature, ove siano presenti, e la verifica delle fosse biologiche adeguate alla pulizia delle acque dovrà valere lungo tutto l’intero fiume. Ci allarghiamo così a livello extra-urbano». Grazie all’adozione della variante sarà possibile completare anche il raccordo viario Brendole-Castellana, per portare a compimento la linea del sistema ferroviario metropolitano regionale (Sfmr), che coprirà i collegamenti tra Venezia, Quarto d’Altino e Mestre-Treviso, nonché rendere più fluida la viabilità ed efficientare la rete stradale, grazie alla realizzazione di un collegamento tra la rotatoria Miranese e il parcheggio scambiatore di via Montagnola.

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Il bosco di Dese sarà ampliato

Nel frattempo, la giunta comunale ha approvato il progetto definitivo per l’incremento del patrimonio arboreo comunale, attraverso la realizzazione di una nuova area limitrofa al bosco di Dese a Mestre di oltre 60mila metri quadrati. Saranno messi a dimora 6.139 individui arborei e arbustivi tipici del bosco di pianura Padano Veneto come farnie, carpini bianchi, frassini, olmi, aceri, melastri, ciliegi selvatici, tigli selvatici e pioppi neri. A questi si aggiungono tutta una serie di arbusti essenziali per garantire all’avifauna locale un luogo privilegiato di riproduzione e alimentazione. Il tutto con un investimento di 90mila euro.

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