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Sabato, 13 Agosto 2022
Cronaca Mirano / Via Porara

Il Passante a Mirano diventa oasi di biodiversità

In progetto Cav di ripopolamento degli insetti impollinatori che nei prossimi anni permetterà trasformare il parco in un campo fiorito con tante diverse specie vegetali nell’area di 10 ettari lungo la A4

Il parco del Passante di Mestre a Mirano diventa oasi di biodiversità grazie al lavoro delle api e a un progetto di ripopolamento degli insetti impollinatori, che nei prossimi anni permetterà di trasformare il parco in un campo fiorito con tante diverse specie vegetali nell’area verde di 10 ettari lungo la A4, andando anche oltre. Sostenibilità ambientale, sviluppo green e integrazione con il territorio sono tra gli obiettivi di Concessioni Autostradali Venete (Cav) che ha dato inizio a questo progetto.

Nel parco intitolato a Ivana Cagnin, che è stata presidente del Comitato "Viabilità sicura" a Mirano, Cav ha provveduto a installare, in collaborazione con la startup piemontese 3Bee, 20 casette-rifugio denominate “Polly”, allo scopo di ospitare api solitarie del genere “osmie”, non particolarmente aggressive e non produttrici di miele. L’obiettivo è dare dimora a questi preziosi e instancabili impollinatori, che fungeranno da leva, contribuendo ad attrarre oltre 2.000 insetti e a impollinare ogni anno più di 2 milioni di fiori. Il contributo ambientale è notevole e va ben oltre il sito di installazione di queste piccole strutture, dal momento che l’azione benefica delle osmie si estenderà per circa 2 chilometri dal parco.

Quella della salvaguardia degli insetti impollinatori è una vera e propria emergenza: quasi il 90% delle piante ha bisogno di loro per trasferire il polline da un fiore all'altro e completare la riproduzione. Si tratta perlopiù di specie vegetali fondamentali, anche a fronte dei cambiamenti climatici in atto, per il funzionamento degli ecosistemi, la conservazione degli habitat e la fornitura di alimenti e fibre. Oggi il ruolo chiave degli insetti impollinatori è a rischio, a causa della distruzione o degradazione degli habitat, dell’inquinamento e della diffusione di specie aliene invasive, parassiti e patogeni. Fondamentali risultano dunque le attività di ripopolamento, come pure le azioni di educazione ambientale legate al progetto, l’informazione alla cittadinanza e la diffusione di progetti di adozione di ulteriori “Polly”, anche in ambito privato.

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La scelta delle api osmie è stata logica, considerata l’alta frequentazione del parco Cagnin: infatti, questo genere di api (che possono impollinare fino a 40 mila fiori nel corso della loro vita in condizioni ottimali) difficilmente pungono e non mordono e quindi non costituiscono pericolo per i tanti frequentatori dell’area verde. Ad informare i cittadini del servizio essenziale e innocuo svolto da questi operosi insetti, saranno dei pannelli esplicativi installati lungo i viali del parco. Inoltre, ogni “Polly” verrà dotata di strumenti di biomonitoraggio ambientale che permetteranno di tenere sotto controllo lo stato della casetta e dell’ambiente circostante: il dispositivo consentirà di monitorare l’attività delle api, raccogliere dati sulla qualità dell’aria e anche del suolo, attraverso l’analisi dell’argilla con cui l’insetto sigilla il nido. L’ultimo aspetto, non trascurabile, è di tipo sociale: a realizzare le casette-rifugio, infatti, sono state persone con lieve disabilità di una cooperativa piemontese che si chiama "Andirivieni".

«Credo sia inedito per una società autostradale – spiega la presidente di Cav, Luisa Serato – impegnarsi in iniziative di questo tipo. Noi lo facciamo soprattutto perché abbiamo chiara e prioritaria la missione di ricucitura del territorio attraversato dall’autostrada: laddove il Passante ha lasciato il segno, progetti come questo possono non solo mitigare la presenza dell’infrastruttura, ma addirittura migliorare la sostenibilità ambientale dei territori. Tre anni fa, in questo punto, dedicavamo quest’area verde a una donna, Ivana Cagnin, che ha fatto di questi principi la battaglia di una vita. Credo che oggi Ivana sarebbe orgogliosa e appagata di questo ulteriore passo, che aggiunge valenza ambientale a un luogo che è di tutti».

Una seconda iniziativa collegata è stata realizzata sempre da Cav, con 3Bee, lungo il Passante ma in una zona non accessibile al pubblico, nei pressi del casello di Spinea: qui sono stati installati 5 alveari “Hive-tech”, ognuno dei quali conterrà una famiglia di api fino a 60.000 esemplari. Annualmente questi insetti si riprodurranno, permettendo di proteggere fino a 1,5 milioni di api che potranno impollinare ogni anno oltre 1,5 miliardi di fiori. Queste api sono anche produttrici di miele (ogni anno, di circa 150 chili). Anche in questo caso la qualità della vita degli insetti e quindi anche del miele verrà verificata costantemente, rappresentando un utile strumento di analisi e monitoraggio ambientale.

«Oggi non si può parlare di evoluzione delle infrastrutture senza tener presente la sostenibilità ambientale. Questa è una priorità per chi, come noi, mette al centro delle proprie scelte strategiche anche gli ecosistemi, per garantire alle generazioni future un Veneto ancora più green – commenta l’Assessore all’Agricoltura regionale, Federico Caner -. Oggi, questa oasi della biodiversità lungo la A4, diventa a tutti gli effetti l’autostrada delle api: un luogo dove gli insetti impollinatori possono ritrovare un habitat naturale protetto. Con il parco del Passante e gli alveari Hive-Tech, non solo si salvano le api, ma si tutela la biodiversità e si affronta la crisi climatica. L'ottima iniziativa offre una nuova casa ai nostri preziosi impollinatori, oggi a rischio, che forniscono un servizio ecosistemico fondamentale nel promuovere la biodiversità del nostro territorio».

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