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Cronaca

Parte da Venezia per raggiungere l'Ucraina, viene bloccato dai soldati

Fucili spianati, cani e documenti sequestrati: la disavventura di un 25enne veneziano che voleva solo raggiungere i suoi nonni materni a Lvov

Parte per una vacanza dai parenti lontani, nella sua terra natale, e finisce bloccato sotto la minaccia dei fucili mitragliatori dell'esercito. È successo ad un 25enne di origini ucraine, ma cittadino italiano, partito lo scorso 29 giugno per Mosca, Sebastopoli e Lvov. A raccontare la sua storia, sulle pagine del Gazzettino, è la madre: una 51enne ucraina arrivata a Mestre 12 anni fa, assieme ai suoi figli, e poi sposatasi con un veneziano.

BLOCCATO AL CONFINE – Il ragazzo, che ha studiato al Parini, ha fatto un anno di leva e lavora in provincia, s era preso una vacanza per andare a trovare il padre che vive a Sebastopoli (città di nascita del 25enne e recentemente passata dall'Ucraina alla Russia) e i nonni materni a Lvov, in Ucraina. Partito con un volo per Mosca e poi arrivato a Sebastopoli, dopo alcuni giorni è salito su un treno per raggiungere Lvov, ma alla dogana tra Russia e Ucraina il giovane è stato fatto scendere e, dopo avergli tolto i documenti, alcuni militari armati di kalashnikov e accompagnati dai cani gli hanno detto che nessuno straniero poteva passare il confine. Il ragazzo ha chiamato la madre e lei, preoccupatissima, ha smosso ambasciate e Farnesina nella speranza di aiutare il figlio. Proprio l'ente italiano ha consigliato alla donna di far tornare il figlio in Russia e così è stato fatto: dopo cinque ore nelle mani dei militari il ragazzo è stato messo di nuovo a bordo di un treno e solo dopo aver passato il confine ha potuto rimettere mano ai suoi documenti. Ora è bloccato in Russia, con un biglietto aereo con partenza da Lvov e un visto turistico in scadenza ma, per il momento, ancora nessun piano per il rientro a Venezia.

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