Partite di droga in taxi da Padova a Venezia per eludere i controlli

I primi dettagli della maxi operazione contro il traffico internazionale condotta dai carabinieri con la polizia locale. Sequestrata anche una villa, volume d'affari da 200 chili all'anno

(Repertorio)

Utilizzavano anche un taxi per trasportare chili di droga da Padova a Venezia per non dare nell'occhio ed evitare i controlli. E' questo uno dei sistemi utilizzati dai trafficanti veneti che sono finiti nella rete dei carabinieri di Venezia. All'alba del 20 novembre è scattato il blitz con arresti e perquisizioni non solo a Venezia, ma anche a Padova, Treviso e Vicenza. Venti in tutto le persone raggiunte dalle misure cautelari firmate dal gip della città lagunare e richieste dalla procura al termine di mesi di indagini condotte dai carabinieri del Nucleo investigativo di Venezia in collaborazione con la polizia locale. Posta sotto sequestro anche una villa di due coniugi romeni di Santa Maria di Sala, e ritenuti responsabili del traffico all'ingrosso di marijuana nella provincia veneziana. La droga, principalmente hascisc e marijuana, finiva poi sul mercato veneto dello spaccio al dettaglio, e gli acquirenti erano soprattutto i giovani vicino alle scuole o nei parchi. La banda avrebbe importato in Veneto, in un anno, circa due quintali di droga, nascondendo tutto nei bagagli a bordo di autobus che percorrevano la tratta Spagna-Italia.

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