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Il messaggio lasciato da Aita su una macchina di ordinanza della Sicuritalia

Il messaggio lasciato da Aita su una macchina di ordinanza della Sicuritalia

Allontanato Pasquale Aita, le guardie del tribunale temono ritorsioni e si appellano alle forze dell'ordine

Al senzatetto sarebbe stato notificato un provvedimento di allontanamento. «È ingestibile e temiamo ritorsioni», fanno sapere gli operativi dell'azienda che si occupa della sicurezza in tribunale

Sarebbe stato raggiunto da un daspo che lo obbligherebbe, almeno in teoria, a mantenersi a 300 metri di distanza dalla procura di Venezia. Nei fatti, difficile che possa essere così. Pasquale Aita torna a far parlare di sé per un provvedimento, notificatogli venerdì mattina, che lo dovrebbe tener lontano a lungo dal suo luogo di stazionamento abituale, tra il garage San Marco e l'ingresso del tribunale lagunare. Si tratta dell'ennesimo episodio che vede come protagonista il senzatetto molto conosciuto in laguna per i suoi comportamenti sopra le righe, che negli ultimi tempi hanno ecceduto limiti del buon senso.

L'appello delle guardie giurate

Le guardie giurate della Sicuritalia, che si occupano della sicurezza del palazzo di giustizia lagunare, si sono dimostrate molto preoccupate per la circostanza. Aita da tempo è ingestibile ,- hanno fatto sapere - se la prende con tutte le persone che circolano nella zona del tribunale, in particolar modo gli extracomunitari, e quando i vigilanti cercano di portarlo alla calma, diventano a loro volta vittima delle sue "bizze".

Molti degli operativi che lavorano nella zona del tribunale sono donne e molto intimorite da Aita; temono in particolar modo le eventuali ritorsioni: vista la sua stazza, difficilmente riuscirebbero a difendersi. Gli agenti della polizia hanno comunicato a Sicuritalia di avvisare subito il 113 nel caso in cui il senzatetto infrangesse in futuro il provvedimento restrittivo e si ripresentasse nei pressi del tribunale. Dopo il ketchup rovesciato sopra le vetture di ordinanza e le frasi intimidatorie scritte sulle auto delle guardie, - l'ultima ieri mattina - oltre alle offese, il timore è che Aita possa passare dalla violenza verbale a quella fisica se venisse a sapere di essere stato denunciato da chi ha il compito di garantire la sicurezza in tribunale. «Non lasciateci soli», con queste tre parole si può riassumere efficacemente l'appello dei vigilanti alle forze dell'ordine.

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