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Il patriarca apre la porta santa nel carcere: "Non perdete la speranza"

Francesco Moraglia ha celebrato la tradizionale messa di Natale per i detenuti di Santa Maria Maggiore a Venezia e ha ricordato: "Il carcere diventi un luogo di investimento per il futuro, per uscire migliori di quando siete entrati"

"Non perdete la speranza": mano tesa del patriarca di Venezia Francesco Moraglia ai detenuti del carcere di Santa Maria Maggiore durante l'omelia di venerdì mattina in occasione della messa di Natale.

Parole di conforto, parole che aprono ad un futuro migliore, parole che si accompagnano ai gesti: simbolicamente, proprio venerdì mattina, il patriarca ha aperto la Porta Santa del carcere. Il 2015 è l'anno del Giubileo della Misericordia, chiudere col passato e aprire la porta ad un mondo nuovo fatto di luce e di fede è il suo augurio: "E' un gesto di stima, di rispetto e di incoraggiamento nei vostri confronti". Molto più che una mano tesa, un abbraccio virtuale e concreto.

Durante la celebrazione il patriarca ha voluto ricordare chi, una volta fuori di prigione, ha potuto rifarsi una vita: "Ognuno di voi, come lui, non perda la speranza. E il carcere diventi un luogo di investimento per il futuro, per uscire migliori di quando siete entrati".

Nel fine settimana il patriarca Moraglia sarà impegnato anche con il tradizionale Incontro prenatalizio della Carità che diventa, quest’anno, il “Giubileo diocesano dei bambini”: sarà questa, infatti, la speciale caratterizzazione dell’atteso e partecipato appuntamento che riunisce nella basilica di San Marco i bambini dai 6 ai 10 anni, insieme alle loro famiglie e in prossimità del Natale, invitati dal Patriarca Francesco a vivere un momento di preghiera gioiosa ed accompagnato anche da un concreto segno di attenzione verso i poveri.

Apri la porta del cuore” è il motto scelto per l’Incontro della Carità 2015, promosso come sempre dall’Ufficio catechistico diocesano con la Caritas e la S. Vincenzo Mestrina, che avrà luogo nel pomeriggio di domenica 20 dicembre con questo programma: dalle 14.45, al molo di S. Marco, sarà ormeggiata la barca che raccoglierà i doni portati dai bambini della Diocesi (quest’anno si invita tutti ad una raccolta speciale - cappelli di lana, guanti, sciarpe e calzini pesanti, privilegiando articoli semplici e… caldi - per poter attrezzare contro il freddo invernale persone senza fissa dimora, ospiti del dormitorio, profughi e quanti si rivolgono alle strutture caritative); seguirà un tempo di animazione “giocosa” in Piazza S. Marco e poi, verso le 15.30, i gruppi di bambini e famiglie si dirigeranno verso la Porta Santa della cattedrale marciana (è la porta di S. Clemente, subito a destra dell’entrate centrale) che attraverseranno per entrare in S. Marco dove saranno accolti da mons. Moraglia; si aprirà quindi, alle ore 15.45, la seconda parte dell’incontro che si vivrà, spiegano gli organizzatori, “pregando insieme, cantando e ascoltando le riflessioni che ci vengono offerte, soprattutto il messaggio che il Patriarca Francesco vuole rivolgere ai bimbi e alle loro famiglie per il Natale. La conclusione del nostro appuntamento sarà all’insegna della gioia e della festa, un vero e proprio Giubileo per rientrare nelle nostre parrocchie con un mandato missionario: vivere nel quotidiano la Misericordia di Dio sperimentata personalmente e comunitariamente”.

Sabato 19 dicembre, alle ore 18.30, nella chiesa parrocchiale S. Maria Immacolata di Lourdes in via Piave a Mestre si terrà l’annuale “Messa della Carità” presieduta dal Patriarca; è questo l’appuntamento, tradizionalmente posto a pochi giorni dal Natale, particolarmente rivolto a quanti operano e si impegnano nelle varie realtà caritative e di volontariato (diocesane, parrocchiali e associative) del Patriarcato di Venezia.

Lunedì 21 dicembre, inoltre, alle ore 11.00 mons. Moraglia presiederà l’Eucarestia alle ore 11.00 nella restaurata e rinnovata chiesetta di S. Maria del Rosario, situata a fianco del Parco Scientifico e Tecnologico (Vega) di Porto Marghera.

Il primo Incontro della Carità avvenne a Venezia addirittura nel 1947 e, da allora, si è ripetuto ogni anno sino ad oggi, alla presenza dei Patriarchi che si sono via via succeduti e soprattutto di tantissimi bambini accompagnati dalle loro famiglie e sempre con un dono concreto in favore dei più poveri.
 

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