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Cronaca

Riforma lavoro, Moraglia: "Soluzioni sotto urgenza non sono le più eque"

Intervenendo nel corso di un dibattito sulla crisi oggi a Mestre, il patriarca ha auspicato una "rivoluzione culturale" nel mondo dell'economia, che recuperi la dimensione relazionale

Bisogna sempre avere il coraggio di "fare delle rivoluzioni culturali a livello economico, di management e di sindacato, avendo sempre per fine l'uomo, la persona": è questo l'invito del patriarca di Venezia, monsignor Francesco Moraglia, intervenuto oggi nel corso del dibattito sulla crisi "Quanto resta della notte?" promosso da Gente Veneta a Mestre.

Per far capire cosa intenda con "rivoluzione culturale", Moraglia ha scelto di fare un parallelo con i parametri di scelta dell'automobile: "Negli anni 50 o 60" - ha detto - "il compratore si informava di quanti secondi servivano per passare da 0 a 100 chilometri o di quale era la massima velocità, oggi si guarda quanto quell'auto inquina o quanti chilometri fa con un litro di gasolio". Va capito - prosegue - che "certe utopie, all'inizio considerate tali, a distanza di decenni diventano cose comuni"

"Dobbiamo riscoprire e saper guardare la nostra realtà" - ha esortato il patriarca - "guardare la nostra notte per vedere se sorge l'aurora". Un'aurora che non potrà nascere, però, se "alla fine di tutto non riusciamo a ripensare al modello individualista e recuperare la dimensione relazionale della persona". La relazionalità - evidenzia ancora mons. Moraglia - "è, in fondo, il mistero di Dio. Il tempo dell'Occidente è consistito in questo individualismo che stiamo ora pagando dal punto di vista sociale, economico, finanziario".

All'incontro sono intervenuti anche la segretaria generale della Cisl del Veneto Franca Porto e il presidente di Confindustria Venezia Luigino Brugnaro, con i quali il patriarca si è confrontato anche sui temi della decrescita e del dono.

Pare essere alla continua ricerca di un approccio con i reali problemi del Paese, il patriarca, che, a margine dell'odierno incontro, non ha rinunciato neppure ad esporsi sull'attuale riforma del lavoro, così tanto dibattuta. L'augurio principale, ha detto, "rispetto ai prossimi appuntamenti nazionali ed internazionali, europei in particolare, è che terminino gli auspici e incominci a vedersi un qualcosa di veramente realizzato". Certamente questa riforma del lavoro "è fatta sotto l'urgenza di una necessità e voi mi insegnate" ha aggiunto rivolgendosi ai giornalisti "che certe volte, sotto urgenza, non si prendono sempre le soluzioni più complessivamente eque''.

Quante volte, ha detto infine Moraglia, "ci siamo già sentiti dire che il prossimo mese sarà deciso, la prossima settimana sarà decisiva. Certamente adesso abbiamo il vertice di Roma e poi a fine mese abbiamo la riunione europea e dovremmo avere qualche riscontro finalmente". "Speriamo'', ha concluso.

 

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