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Patriarcatovenezia.it

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"A Natale non ci sono pelle, né lingua né cultura che non entrino nell'abbraccio di Dio"

Tradizionale Santa Messa di Natale alla Basilica di San Marco officiata dal patriarca di Venezia. Gli impegni di Moraglia proseguono con il pranzo con i poveri a Zelarino

Un Natale come sempre intenso quello che vede protagonista il patriarca di Venezia, Francesco Moraglia, con la celebrazione della Santa Messa nella Basilica di San Marco alle 10.30 prima, e il pranzo con le persone povere, sole e in difficoltà al centro pastorale di Zelarino poi.

La "conversione"

L'omelia di Moraglia si è incentrata sul concetto di conversione e sui comportamenti da correggere. "Lasciamo echeggiare in noi - ha detto ai fedeli - le domande sul senso della vita, quelle domande che vengono prima di ogni altra domanda. Chi sono? Da dove vengo? Qual è il senso della vita? Che cosa c’è dopo questa vita? Esiste la giustizia? Sono domande che ci interpellano e che mettono in questione la nostra umanità. Rimuoverle significa moltiplicare i problemi, non risolverli e, alla fine, rinunciare alla propria umanità".

"Nessuno escluso nel mondo"

A Natale Dio raggiunge ogni uomo e ogni popolo, - ha commentato - anche i più abbandonati e vilipesi. Non si dà, così, più razza o popolo esclusi dal gesto di Dio. Se Dio si rende presente nell’umanità, allora, nessuno più potrà sentirsi escluso e potrà escludere nessuno; non c’è colore della pelle, non c’è lingua, non c’è cultura, non c’è razza, non c’è continente che non entrino nell’abbraccio di Dio e dei suoi discepoli.

Il pranzo a Zelarino

Oltre 140 persone, di diverse provenienze, hanno partecipato al pranzo di Natale che si è svolto al Centro pastorale cardinal Urbani di Zelarino per offrire un momento di compagnia, condivisione e fraternità a persone sole, povere o in difficoltà, che frequentano abitualmente le mense della terraferma mestrina o segnalate dalle parrocchie. Il menù del pranzo (e della giornata) era composto da pasticcio con zucca e ricotta affumicata, arrosto di tacchino con piselli e patata, frutta fresca e secca, panettone e spumante con anche momenti di animazione, canti natalizi, lotteria, premi e regali per tutti. A garantire il servizio durante il pranzo c’erano 28 volontari, tra di loro anche una giovane studentessa portoghese impegnata in un progetto Erasmus e che ha chiesto di svolgere alcuni giorni di esperienza alla mensa mestrina di Ca’ Letizia.

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