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Turismo "cafone", il patriarca: "Individuare luoghi di ristoro, le chiese non lo sono"

Monsignor Moraglia chiede sforzi all'amministrazione: "Si garantisca una visita a Venezia a tutti". Sul caso di Eleonora Bottaro: "Amore significa curare secondo il meglio della scienza"

Il patriarca Francesco Moraglia a tutto campo in occasione della sua visita alla Casa dell’Ospitalità, la struttura di accoglienza per persone senza dimora di via Santa Maria dei Battuti a Mestre. Dal turismo che "soffoca" Venezia alla tragica morte di Eleonora Bottaro, la 18enne padovana deceduta per le mancate cure contro la leucemia. Una decisione presa dai genitori. Commenti anche sul Fertility Day, che tiene banco in questi giorni.

Ciò che ha concentrato l'attenzione della cronaca in questi giorni è la vicenda di Eleonora Bottaro. Il patriarca Moraglia non pensa che quanto accaduto sia un gesto d'amore: "Io penso che l'amore è qualche cosa che si misura su parametri oggettivi. Credo sia il garantire il meglio che la scienza può dare in questo momento. Evitare le documentazioni scientifiche credo sia un messaggio sbagliato". Sul Fertility Day, invece, Moraglia dichiara che "la nostra società ha bisogno di scoprire il dono della vita. L'apertura alla vita è qualcosa che ci arrichisce".

La guida spirituale della chiesa veneziana, che la città la vive, ha commentato anche i problemi che attanagliano Venezia in fatto di turismo di massa: "La pressione del turismo sulla città lagunare è un tema serio, ma si deve comunque garantire che tutte le persone con risorse economiche ridotte possano pensare a una gita a Venezia a livello famigliare, in scolaresche o in gruppi di amici - ha sottolineato il patriarca - Ci sono comportamenti oggettivamente criticabili, e penso che i turisti che vengono a Venezia si muovano in una fatica generale, con l'afa, hanno bisogno di relax. Serve uno sforzo da parte della pubblica amministrazione per garantire questo flusso di turisti che rende faticosa la vita a Venezia, ma nello stesso tempo fa vivere la città. Viviamo in questa situazione conflittuale con la quale dobbiamo cercare la quadratura del cerchio. Penso comunque che i comportamenti oggettivi siano criticabili. Nei confronti degli edifici sacri - conclude - serve però attenzione. In primis sono luogo di incontro con Dio, poi custodiscono anche tesori di prima grandezza".  

Dal 28 luglio ad oggi la mensa della Casa dell’Ospitalità, che resterà aperta fino a domenica 4 settembre, ha servito quasi 3000 pasti a più di 100 persone. Molti coloro che hanno collaborato alla buona riuscita dell’iniziativa, da chi ha donato generi alimentari, a chi ha contribuito economicamente, agli ospiti della struttura, che lavorano ogni giorno per preparare il pasto e un posto a tavola a quanti arrivano. “Ringrazio il Patriarca per la sua preziosa presenza – ha commentato l'assessore alla Coesione sociale, Simone Venturini - testimonianza concreta di solidarietà e di vicinanza alle persone in difficoltà del nostro territorio. Il mio grazie, anche a nome dell’Amministrazione comunale, a tutti coloro che, anche d’estate, si impegnano con generosità nel volontariato e nell’aiuto ai più bisognosi. L'occasione della visita alla Casa rappresenta anche l'occasione per ricordare che l'Amministrazione comunale è fortemente impegnata nella riforma del welfare cittadino. L'aiuto alle persone bisognose deve andare di pari passo con l'impegno delle stesse a rimettersi in gioco, a lavorare sulle proprie potenzialità e a seguire un percorso finalizzato all'uscita dalla situazione di difficoltà. Sulla base di questo principio stiamo ricostruendo interamente gli strumenti e i servizi”.

Chi volesse aiutare la Casa dell’Ospitalità può regalare generi alimentari consegnandoli agli uffici di via Santa Maria dei Battuti (telefono 041958409), dal lunedì al venerdì dalle ore 8.30 alle 13.30, oppure fare un’offerta tramite bonifico bancario (IBAN IT 22 D 03359 01600 100000133458 - Banca Prossima), conto corrente postale (000089346282), indicando nella causale “mensa estiva”, o in contanti rivolgendosi direttamente agli uffici della struttura.

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