Migranti: «No muri alla frontiera orientale»

Il patriarca Francesco Moraglia: «Illusorio pensare di risolvere una questione epocale costruendo barriere al confine che, certamente, va controllato e regolato»

Il patriarca di Venezia Francesco Moraglia

Arriva il commento del patriarca di Venezia, Francesco Moraglia, alle affermazioni del ministro dell'Interno Matteo Salvini sulle frontiere a est, di qualche giorno fa: «Ora le sigilliamo», aveva detto il vicepremier, riferendosi alla rotta balcanica dell'immigrazione clandestina. «Illusorio e non confacente con la realtà pensare di risolvere, oggi, la questione epocale dei migranti costruendo barriere fisiche alla nostra frontiera orientale che, pure, certamente va controllata e regolata», scrive Moraglia.

I muri

 «La risposta alla tragedia umana di interi popoli non può essere quella dei "muri", ma quella della politica. Una politica che, una buona volta, voglia affrontare la vicenda senza pregiudizi ideologici o ingenuo buonismo ma con realismo. Accogliere chi si trova nello “status” di migrante o rifugiato è un dovere e un principio fondamentale, riconosciuto dalla nostra Costituzione e dalla Convenzione di Ginevra. Oggi, però, nessun Paese è in grado di rispondere da solo. Ecco, allora, l’appello veramente pressante, e che dovrebbe trovare tutti coesi, alla politica europea e mondiale perché attivi a livello planetario una sorta di "piano Marshall"».

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Politica europea

«Deve trovare responsabilità, lucidità, volontà e modalità condivise - prosegue il patriarca - uscendo da angusti schemi e schieramenti per regolamentare un fenomeno che tocca in modo universale non solo l’Italia, ma l'intero continente europeo. L'opera del volontariato è necessaria per arrivare a dare risposte all’altezza della grande emergenza-migrazioni e parlo di un volontariato autenticamente ispirato da grandi valori e non strumentalizzabile. L’impegno di tutti è garantire una integrazione reale, vera, dal volto umano, creando un contesto culturalmente “attrezzato”.
Di fronte a tali questioni ci accomuna il compito urgente, per chi ha responsabilità politiche, culturali, sociali, ecclesiali, di saper affrontare tali situazioni con intelligenza e cuore. Questo dobbiamo perseguire, in Italia e in Europa».

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