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Scandalo Mose, patteggiano tutti: Galan quasi tre anni ai domiciliari

Approvati dal gup gli accordi con la Procura di 19 accusati, compreso l'ex governatore. Il procuratore Nordio: "Bene. Pene certe e serie"

L'attesa era tutta per le decisioni del gup nei confronti della richiesta di patteggiamento di Giancarlo Galan, l'ex presidente del Veneto finito in carcere con l'accusa di corruzione nell'ambito dell'inchiesta Mose. Come per gli altri 18 accusati, anche per lui è arrivata la conferma: l'accordo con la Procura viene approvato. Ciò si traduce per lui in due anni e dieci mesi di reclusione e una confisca di 2,6 milioni di euro. Come già richiesto dal proprio collegio difensivo.

Si chiude qui, a pochi mesi dalla "grande retata" che ha sconquassato la laguna, il primo grande capitolo dell'inchiesta dopo che sono scattate le manette. Gli avvocati di Galan, Niccolò Ghedini e Antonio Franchini, hanno spiegato che si riservano di leggere il dispositivo del giudice per valutare se ricorrere o meno alla Corte di cassazione. Per loro, infatti, Galan è innocente. Quindi l'obiettivo ultimo è di scagionarlo dalle accuse. "Al patteggiamento siamo arrivati attraverso un percorso sofferto - dichiarano - per motivi privati e di salute siamo stati costretti a scegliere questa strada". I due avvocati hanno dichiarato di essere convinti che in un eventuale processo sarebbe emersa l'estraneità dai fatti dell'ex Doge.

Dall'altra parte della barricata non può che esprimere soddisfazione il procuratore aggiunto Carlo Nordio: "Si e' concluso come speravamo che si concludesse e come ritenevamo giusto che si concludesse - ha sottolineato - Quest'indagine è stata condotta in tempi brevi con risultati soddisfacenti per l'Erario, e abbiamo avuto pene certe e serie, non sanguinarie o esemplari, ma anche rieducative - ha spiegato - la giustizia può essere anche più rapida di quanto succeda solitamente". Poi una stoccata a quanti patteggiano pur dichiarandosi innocenti: "Le scelte delle difese sono insidacabili e sacrosante - ha dichiatato - tuttavia patteggiare pene abbastanza elevate con multe ingenti a qualcuno potrebbe sembrare contradditorio con l'innocenza". Per l'ex assessore regionale alle Infrastrutture Renato Chisso servirà invece attendere: l'accordo con la Procura è arrivato fuori tempo massimo.

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