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Domenica, 22 Maggio 2022
Cronaca

Corruzione e turbativa d'asta: Ghezzo patteggia. Condanna a 30 mesi ai domiciliari

Il dirigente Veritas (sospeso dal servizio dal suo arresto) è accusato di aver pilotato alcuni appalti in cambio di denaro. L'azienda: "Noi parte lesa, pronti a chiedere un risarcimento"

Il giudice per le udienze preliminari ha accettato lunedì la richiesta di patteggiamento presentata dall'avvocato difensore di Claudio Ghezzo, Fabio Niero, nell'ambito dell'inchiesta su corruzione e turbativa d'asta nei confronti di "mister 2%". L'ex dirigente Veritas è accusato dalla procura di aver ricevuto soldi da due ditte, una del Padovano e una del Trevigiano, in cambio di un trattamento di favore nell'assegnamento degli appalti da parte di Veritas per alcuni servizi.

Si è arrivati a un accordo con la procura a una pena di 2 anni e 8 mesi, che Ghezzo tracorrerà ai domiciliari. Una richiesta che è stata accettata dal gup, dopo che l'indagato ha presentato anche una memoria tecnica difensiva per dimostrare, dal canto suo, come gli appalti fossero regolari. L'indagine partì nel momento in cui alcuni dipendenti della multiutility veneziana vennero intercettati mentre parlavano di un tale "mister 2%" che si sarebbe intascato una porzione uguale per ogni appalto garantito ai propri "amici".

Il dirigente Veritas dalla data del suo arresto, ossia il 14 marzo 2017, è sospeso dal servizio (senza stipendio). "In questa vicenda Veritas è parte offesa - dichiara l'azienda in una nota - quindi il Consiglio di amministrazione ha deciso di avviare azioni risarcitorie nei confronti di tutti coloro che risulteranno aver danneggiato la società. Altri provvedimenti, inoltre, saranno presi in relazione alla posizione lavorativa di Ghezzo".

Ghezzo, che ha ricoperto anche la carica di vicepresidente e consigliere delegato di Ecoricicli Veritas srl ed Ecoprogetto Venezia srl, secondo l'accusa avrebbe affidato appalti diretti o tramite gare pilotate alle società gestite dai due imprenditori "amici", intascandosi bustarelle e in qualche caso parte degli utili. Si parla di 151mila euro, con cui avrebbe acquistato pure opere d'arte contemporanea, "lavando" il nero anche attraverso puntate al Casinò.

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