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Cronaca

Pecore maltrattate e uccise al Forte di Sant'Andrea: si cercano delle risposte

In seguito ad alcuni episodi di violenza verso gli animali, i consiglieri comunali Venturini e Zuanich hanno posto un'interrogazione al sindaco per far luce sulla situazione di degrado

Ieri “Il Gazzettino” riportava la testimonianza di un gruppo di giovani, turbati dal ritrovamento, nel Forte dell’Isola di Sant'Andrea, del corpo di una capra in avanzato stato di decomposizione, chiuso in un sacco di plastica. La settimana prima, sottolinea la firma del quotidiano, degli altri cittadini veneziani avevano individuato 4 capre rinchiuse in uno spazio interno della struttura, costrette senza cibo né acqua: aperta la porta, i poveri animali si erano in quell'occasione precipitati sulla vegetazione per soddisfare la fame ferina.

Insospettiti per il forte tanfo di decomposizione, i ragazzi ne hanno seguito la scia e hanno notato, in un punto del Forte, un pesante armadio, con sotto il sacco da cui spuntava una zampa del povero animale. Impossibile non unirsi alla denuncia per un gesto così cinico, grande è la voglia di comprendere, se non altro, il movente che può aver spinto verso una simile barbarie. Interrogativi che forse non troveranno mai risposta, ma che qualcuno ha scelto, comunque, di sollevare, e, cosa più importante, di farlo attraverso dei canali istituzionali. Si tratta dei consiglieri comunali di Venezia Simone Venturini e Marco Zuanich, i quali, in collaborazione con il delegato UDC per le tematiche animaliste Stefano Gavazzi, hanno redatto un’interrogazione rivolta al sindaco, proprio in merito ai presunti episodi di maltrattamento e uccisione delle capre nell'Isola di S. Andrea, la quale sarà ufficialmente protocollata lunedì mattina presso la segreteria generale di Ca’ Farsetti.

La gravità dei fatti avvenuti, si legge nell’interrogazione, “rende urgente un intervento delle istituzioni locali e delle forze dell’ordine per far luce sulla vicenda e dare rapida risposta alla città individuando eventuali responsabilità ed autori”. “I reati di uccisione e maltrattamento di animali sono puniti con pene detentive e pecuniarie ai sensi degli articoli 544 bis e 544 ter del codice penale”, sostengono i consiglieri. La Città di Venezia, proseguono, “non può tollerare che all’interno del suo territorio si verifichino episodi di maltrattamento sugli animali né che tali episodi restino impuniti”.

Poste queste premesse, si chiede, quindi, all’amministrazione comunale, quali azioni “abbia attuato o intenda attuare per definire i contorni” dell'accaduto, quali siano gli esiti precisi dei rilievi svolti dalle forze dell’ordine e quale il “ruolo dell’Azienda ULSS 12 nei precedenti controlli sulle capre”. Si intende, inoltre, comprendere chi fosse il reale proprietario degli animali e chi invece fosse tenuto alla loro “vigilanza e all’accudimento”. Ci si interroga, poi, sulla presenza o meno di altre capre nell’isola e sul loro stato di salute.

Infine la richiesta di conoscere “i progetti futuri di recupero, gestione e utilizzo del Forte di S. Andrea, gioiello ambientale e architettonico della laguna di Venezia”. A indignare è, infatti, oltre all’episodio di bestialità ingiustificata, anche lo stato di rovina e degrado sul quale versa attualmente il Forte, nonostante gli imponenti interventi di recupero e restauro disposti agli inizi degli anni ‘90 dal magistrato delle acque e dal consorzio Venezia Nuova.

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