Pochi investimenti sulla rete ferroviaria: "ancora criticità sulla Venezia-Padova"

Pendolaria 2015, il rapporto di Legambiente sul sistema di trasporto su rotaia italiano fa emergere una situazione ancora molto difficile in Veneto.

Il Veneto è tra le regioni in cui si investe meno per il servizio ferroviario. Questo è quanto emerge da Pendolaria 2015, il dossier di Legambiente che mira a mettere in luce le criticità del sistema di trasporto su rotaia italiano. Il punto più preoccupante è il sostanziale immobilismo rispetto al 2014.

"La storia è sempre quella, - ha spiegato Luigi Lazzaro, presidente di Legambiente Veneto - per costruire nuove strade non si bada a spese, gli investimenti su treni rimangono rari e poco sostanziosi. L’area veneta è però una di quelle in cui risulta più importante ragionare in termini nuovi di trasporto pendolare per la fortissima mobilità tra i diversi centri. Purtroppo il progetto, presentato oramai da diversi anni, di creare un forte Sistema Ferroviario Metropolitano Regionale (SMFR) con treni ad alta frequentazione tra le città e i centri posti nel quadrilatero Treviso, Venezia, Padova, Castelfranco Veneto è in rilevante ritardo. A dicembre 2013 - ha continuato - è entrato in vigore l’ orario cadenzato, prevedendo un sistema di treni regionali veloci per collegare Vicenza con Verona, Padova e Venezia. Altri regionali, più lenti, percorrono le tratte Verona-Venezia e Vicenza-Venezia. Tutto ciò ha portato un notevole incremento  del passaggio dei treni almeno nelle aree con maggiore domanda, essenzialmente i capoluoghi di provincia ma a discapito di altre linee considerate secondarie e di tutti i collegamenti effettuati in orario serale".

Un parziale miglioramento si è notato sulla linea Bologna-Venezia, che ha visto l'aggiunta di cinque coppie di treni, dove si è mirato a ridurre in particolare l'affollamento di due regionali veloci, quelli in partenza dalla città felsinea alle 6.20, e dal capoluogo lagunare alle 17.42. In tal caso, sono aumentati i posti offerti sulla linea, passando da 31mila a quasi 33mila, con un incremento pari al 6%. "Tuttavia la situazione non può considerarsi del tutto buona, dal momento che la tratta Venezia-Padova rimane comunque una delle più affollate", con oltre 30mila pendolari che gravitano quotidianamente tra la città di San Marco e quella del Santo.

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