Trent'anni di onorata carriera: la dottoressa Noventa va in pensione

Era primario a Medicina dello sport, Noale. A lei il ringraziamento "per il lavoro svolto con dedizione e umanità, con particolare attenzione alle donne"

Trent’anni di lavoro, eppure i colleghi sono pronti a scommettere che anche ora non se ne starà con le mani in mano. La dottoressa Donatella Noventa è andata in pensione dopo tre decenni passati in Medicina dello Sport di Noale, di cui era primario: la direzione dell’Ulss 13 augura un buon meritato riposo a questa professionista dall'indole "battagliera e dinamica", ringraziandola del lavoro svolto "con attenzione particolare alle donne, tanta dedizione e umanità". In attesa della nomina del nuovo primario sarà il dottor Franco Giada, responsabile della Cardiologia Riabilitativa, a ricoprirne provvisoriamente il ruolo.

Al momento dei saluti è proprio la Noventa a volersi raccontare: "Porterò per sempre nel mio cuore l’esperienza di questi anni vissuti negli ospedali di Mirano, Dolo e Noale. Sono arrivata a Mirano nel 1971, a soli 18 anni, come allieva infermiera e qui ho lavorato, prima come infermiera in cardiologia e poi come docente alla scuola infermieri fino al 1978. Dopo la laurea in medicina e chirurgia e la specializzazione in medicina dello sport, sono arrivata all’ospedale di Noale come medico specialista ambulatoriale per la tutela sanitaria delle attività sportive. Da allora molta strada è stata fatta. L’ambulatorio di medicina dello sport si è trasformato in un centro regionale di riferimento per la tutela delle attività sportive e negli anni l’attività si è espansa anche nell’ambito della prescrizione dell’esercizio fisico come strumento di prevenzione e terapia delle patologie croniche che ne possono beneficiare. Dal 2000 sono stata nominata primario, direttore della struttura complessa, di Medicina dello Sport e dell’Esercizio Fisico".

Oggi, dopo 30 anni di intenso lavoro nel settore, Noventa "lascia una struttura ed un gruppo di collaboratori di tutta eccellenza che in questi anni ha fatto da riferimento non solo per tutta la Regione del Veneto, ma anche a livello nazionale. Sono felice di aver potuto lavorare con professionisti di alto livello: dirigenti medici e non medici, infermieri, amministrativi, laureati in scienze motorie e mi sono convinta che il lavoro del futuro abbia sempre più bisogno di team multi professionali motivati ed impegnati nel campo della prevenzione delle malattie e nell’educazione della popolazione per l’adozione di stili di vita sani in cui l’esercizio fisico ha un ruolo importantissimo. Vado via con la speranza di aver contribuito, anche solo in 'minima traccia', al mantenimento ed alla promozione della salute della nostra grande comunità territoriale".

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