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Perché il Veneto rischia di finire in zona rossa da lunedì

Rt in crescita (con 1,25 si passa in automatico nella fascia di rischio più elevato) e misure restrittive del Governo: fra tre giorni gran parte dell'Italia diventerà rossa

Domani è il giorno del consueto monitoraggio dell'Iss (Istituto superiore di sanità) sulla situazione covid, che porterà inevitabilmente all'adozione di nuove ordinanze che cambieranno i colori nello scacchiere italiano. Gran parte del Paese potrebbe trovarsi a fronteggiare delle restrizioni molto simili a quelle del lockdown, anche senza l'esigenza dei cambiamenti del Dpcm in vigore, che domani saranno discussi dal Consiglio dei ministri. Non è un mistero che da lunedì prossimo anche il Veneto potrebbe trovarsi in zona rossa.

È stato lo stesso presidente della Regione Luca Zaia, nel corso del punto stampa di oggi dalla sede della protezione civile di Marghera, a spiegare che la situazione «è sul filo del rasoio». La speranza è quella di mantenere ancora per una settimana la zona arancione, ma i dati epidemiologici e l'indice Rt in crescita netta non fanno ben sperare. Con le nuove disposizioni ministeriali, accedere alla zona rossa, oggi, è più semplice: è sufficiente, infatti, avere un Rt pari o superiore a 1,25.

Già questo è un primo indizio per il cambiamento di colore della nostra Regione. Se venerdì scorso, infatti, l'Rt si assestava attorno all'1 (1,12), una circolare inviata la scorsa settimana dall'Iss a Palazzo Balbi spiegava come nel giro di 7 giorni l'indice di contagio sarebbe potuto salire a 1,3, valore che porta direttamente in zona rossa.

Se domani sarà discussa dal Consiglio dei ministri l'adozione di misure che portino in zona rossa tutta Italia nel weekend e a un rafforzamento delle misure per Pasqua come è stato per Natale, da lunedì - secondo gli ultimi dati anticipati in via ufficiosa alle Regioni in vista della modifica al Dpcm - si troverebbero in zona rossa il Piemonte (Rt 1,41), Lombardia (Rt 1,28 e incidenza a 312 contagi per 100mila abitanti), Emilia Romagna e Friuli Venezia Giulia (Rt tra 1,25 e 1,5). Stessa sorte per il Veneto da giorni vede alzarsi la curva dei contagi. Da lunedì 15 marzo potremo vedere la seguente situazione sulla mappa colorata dell'Italia:

  • Zona rossa: a Campania, Basilicata e Molise si potrebbero aggiungere Lombardia, Emilia Romagna e Piemonte. Probabile pure il passaggio di Friuli Venezia Giulia, Veneto, Lazio (Rt 1.3) e Marche
  • Zona arancione: Abruzzo, Umbria, Toscana e le province autonome di Trento e Bolzano (che da settimane applica il lockdown). Possibile il passaggio della Puglia (nel barese l'incidenza salita a oltre 345casi per 100mila abitanti ma )
  • Zona gialla: Liguria, Calabria, Sicilia e Valle d'Aosta.
  • Zona bianca: Sardegna.

Resta comunque inteso che tutte le nuove misure anti-covid saranno discusse domani alle 9.30 nella videoconferenza tra governo e Regioni, Anci e Upi. Dopo l'incontro il Consiglio dei ministri per nuovo decreto. Alle 16, poi, ci sarà la formalizzazione dei dati del monitoraggio regionale della cabina di regia con le indicazioni per le ordinanze "cambia colore" del ministero della Salute. 

Zona rossa cosa cambia

Secondo quanto previsto dall'ultimo Dpcm del governo di Mario Draghi in zona rossa saranno chiuse tutte le scuole di ogni ordine e grado ma verrà garantita la didattica a distanza. Gli spostamenti permessi solo per validi motivi dalle 5 alle 22, sempre con autocertificazione. Vietato anche andare in visita da amici e parenti. Chiuse anche barbieri, parrucchieri e i servizi alla persona in genere. I bar e ristoranti sono chiusi tutto il giorno, consentito l'asporto. 

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