Cronaca

Permessi di soggiorno falsificati, tre poliziotti finiscono nei guai

Nelle prime ore di martedì è scattato il blitz della squadra mobile, che ha fermato gli agenti e sei immigrati. Indagini su altri 20 stranieri

Tre agenti di polizia e sei immigrati sono stati arrestati dalla squadra mobile della Questura di Venezia nell'ambito di un'inchiesta che ha accertato il rilascio di permessi di soggiorno in mancanza di requisiti di legge, sulla base di documentazione falsificata.

PASSO PASSO - Il blitz della “mobile” lagunare è scattato alle prime ore di martedì su disposizione della magistratura di Venezia. I tre agenti appartengono al commissariato di Jesolo, ma due sono residenti a San Donà e il terzo a Musile. Nell'ambito della stessa indagine svolta dalla polizia di Stato, sono indagati, a piede libero, 20 stranieri che avevano ottenuto permessi di soggiorno senza averne titolo, pagando somme di danaro per importi variabili. Le indagini sono iniziate nel 2012 con l'acquisizione di un'informazione confidenziale in merito al rilascio e al rinnovo di permessi di soggiorno dati dietro la presentazione di documentazione falsa, predisposta da alcuni agenti del Commissariato e rilasciata, poi, a stranieri, dietro laute somme di denaro. Le indagini hanno così portato ad accertare il coinvolgimento degli agenti ed a delineare un esaustivo quadro probatorio.

IN MANETTE - Sulla base delle prove acquisite, la magistratura veneziana ha emesso i nove provvedimenti restrittivi con l'accusa, a vario titolo, di associazione per delinquere, corruzione per atti contrari ai doveri d'ufficio continuata, corruzione continuata per esercizio della funzione, accesso abusivo ad un sistema informatico. Sono stati gli stessi poliziotti della “mobile” a mettere le manette, stamane, ai colleghi del Commissariato che il questore Vincenzo Roca ha sospeso dal servizio un ispettore di 52 anni, addetto al settore immigrazione; un sovrintendente della polizia scientifica 49enne, e un sovrintendente di 50 anni, responsabile del posto di foto segnalamento. Con i tre sono finiti in carcere un bengalese noto a Jesolo perché proprietario di un ristorante indiano in piazza Mazzini e altri cinque immigrati, tra cui un bosniaco, un cinese, un bengalese e una colombiana 27enne indicata come corruttrice e che stava per lasciare l'Italia. La “mobile” ha tra l'altro verificato che due dei poliziotti avrebbero contraffatto la documentazione per il rilascio di titoli di soggiorno, e svolto abusivamente accessi ad un sistema informatico, mentre il terzo avrebbe chiesto ed ottenuto somme di denaro per anticipare gli appuntamenti degli stranieri all'ufficio immigrazione del Commissariato di Jesolo. Nell'operazione sono stati denunciati 20 stranieri, che avevano ottenuto permessi di soggiorno senza averne titolo, pagando somme di denaro di importi variabili.

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