Domenica, 17 Ottobre 2021
Cronaca

Risse, tentati omicidi, neonazismo, striscioni razzisti: ultras nel mirino

Trenta perquisizioni. A Eraclea un arsenale tra svastiche e croci celtiche a casa di chi venne arrestato per aver sfondato il cranio a un tifoso di sinistra

Non c'è politica, o in minima parte. C'è violenza, quella sì tanta. E a giudicare dal materiale neonazista sequestrato a due fratelli di Eraclea, tra coltelli, tirapugni e uno striscione contro gli immigrati che hanno perso la vita a Lampedusa ("Dopo Lampedusa? Casa tua!!!"), di carne al fuoco ce ne doveva essere parecchia. Fazioni diverse, che tifano la stessa sqaudra. Al Penzo o in trasferta. Sempre in curva. Ma a dividerle c'è un odio profondo: tutto finisce con la denuncia per tentato omicidio e provvedimenti restrittivi per 19 tifosi, tra obblighi di dimora e di firma.

LA RISSA E LA SPIRALE DI VIOLENZA

Una faida tra gruppi che ora non esistono più: il "Gate22" di estrema sinistra e i "Vecchi Ultras", di estrema destra. Tutti a tifare Unione, ma con una visione del mondo radicalmente diversa. Basta un nonnulla e l'atmosfera si incendia. L'incidente "scatenante" il 22 gennaio 2012, quasi due anni fa, quando un giovane tifoso di destra di ritorno dallo stadio viene picchiato in via Garibaldi a Venezia. Riporterà ferite guaribili in 21 giorni. Un'offesa cui si deve rispondere, sempre con la violenza. Passano pochi giorni e viene organizzata dalle opposte fazioni la "battaglia finale". Telefonate qualche giorno prima per concordare tempi e modi. All'inizio doveva essere una riunione in un bar, poi vincono i "falchi". Niente locale pubblico, ci si incontra in una zona isolata. E ci si picchia. Che vinca il più forte. Così succede: il 31 gennaio, infatti, si incontrano le opposte fazioni. Diversi ultras per parte, che si fronteggiano in via Tevere. A due passi dal parco Bissuola. In quel frangente il fratello minore di un ultrà di sinistra viene sfregiato in modo permanente al volto. Viene raggiunto infatti da alcuni colpi inferti con un tirapugni con escrescenze metalliche.

Ormai la spirale della violenza si avvita sempre più, fino ad arrivare alla vendetta. Il tentato omicidio a piazzale Roma, in cui il fratello maggiore del ferito colpì l'allora 23enne di Eraclea ritenuto colpevole degli sfregi subiti dal compare. Secondo le forze dell'ordine venne colpito alla testa da un'arma impropria (forse un martello) riportando lo sfondamento della teca cranica. Immediato l'arresto dell'aggressore. Ma la Procura si appresta a chiedere l'aggravamento delle misure cautelari anche per altri tre tifosi di sinistra, per tentato omicidio in concorso. Erano quelli che si trovavano assieme a chi ha materialmente sferrato i colpi in testa.

Tre quindi le tappe principali di una faida che continuava da mesi. Gli inquirenti, grazie a intercettazioni telefoniche e a una "gola profonda" del gruppo di estrema destra che ha deciso di parlare e raccontare con nomi e cognomi quello che era successo, sono riusciti quindi a ottenere dal gip le 19 ordinanze. I coinvolti dovranno rispondere a vario titolo di tentato omicidio (il 29enne arrestato la sera del "blitz" e, se il giudice lo riterrà, anche altri tre tifosi), di rissa aggravata, di lesioni aggracate e di porto abusivo d'arma.

Una trentina le perquisizioni in tutta la provincia, effettuate martedì mattina. A casa dei due fratelli di estrema destra di Eraclea (dello sfregiato e del tentato omicidio) sono state sequestrate bandiere con svastiche e croci celtiche, vario materiale neonazista, mostrine, coltelli, manganelli con anima in ferro e soprattutto un tirapugni in tutto e per tutto compatibile con quello che colpì in faccia il giovane ultrà di sinistra durante la rissa del parco Bissuola. Pronto per essere esposto anche uno striscione del Fronte Veneto Skinheads (F.V.S.) con scritto "Dopo Lampedusa? Casa tua!!!". Uno slogan che sembra inneggiare alla strage di migranti registrata nei giorni scorsi in Sicilia, anche se potrebbe essere stato "confezionato" molto prima.

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