Pesca abusiva: dopo le segnalazioni scattano controlli e sanzioni a Mira

Rafforzata la vigilanza ittica dei Rangers nel territorio per la sospetta presenza di pescatori intenti a operare con attrezzature molto probabilmente non consentite

Foto: auto dei Rangers D'Italia

Scattano i controlli dei Rangers D'Italia a Mira a seguito di una segnalazione relativa ad attività di pesca abusiva sul territorio. Gli agenti si sono messi in moto nei giorni scorsi per la sospetta presenza di pescatori intenti a operare con attrezzature molto probabilmente non consentite.

L'intervento

Utilizzando due pattuglie in contemporanea, gli agenti del nucleo operativo ittico dei Rangers D’Italia hanno circoscritto e controllato un’area molto vasta, ben conosciuta e battuta da tempo. Con l’utilizzo di una propria radiomobile di servizio, e un’auto civetta in borghese, i controlli si sono conclusi a notte fonda con elevazione di verbali amministrativi per trasgressioni varie in materia ittica.

I controlli

I Rangers D’Italia grazie a una convenzione con il Comune di Mira, d’intesa con l’assessore all’ambiente Maurizio Barberini, hanno potenziato il contrasto agli illeciti nel territorio. Numerosi nel passato sono stati gli interventi che hanno visto i Rangers impegnati al servizio dell’ambiente. Il nucleo operativo ittico ha potuto contrastare numerosi fenomeni di pesca irregolare ai danni della fauna acquatica e altre irregolarità.

Dogaletto e aree limitrofe

Sempre grazie alle segnalazioni dei cittadini, i Rangers D’Italia sono intervenuti con operazioni che hanno portato anche al sequestro di attrezzature e quantità ingenti di molluschi bivalvi, molte volte scaricati lungo le vie di accesso del corso d’acqua dell’idrovia. «Vogliamo ricordare - afferma il capo nucleo di Venezia - come esistano leggi e regolamenti che proibiscono di fatto l’utilizzo di reti, esche e altro materiale non consentito dalla nostra legge regionale all’interno delle acque dell’entroterra cittadino meglio classificate come “Zona B”. Desideriamo anche ricordare, nel rispetto dei periodi di riproduzione e quantità del pescato, come sia necessario porre la massima attenzione a quanto viene prelevato, molte volte non permesso dai regolamenti vigenti».

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