Motopeschereccio con contrassegno falso, pescatore denunciato

Sequestrati la barca e il pescato. Nei guai altri due pescatori negli ultimi giorni

Un marittimo denunciato per falso contrassegno di identificazione su un’unità da pesca e usurpazione al comando di nave, oltre al sequestro barca, sanzioni amministrative per oltre 3mila euro, 40 chilogrammi di prodotto ittico, 10 nasse e 60 metri di reti da posta abusive sequestrate: è importante il bilancio di diverse operazioni che, nella settimana appena trascorsa, gli uomini guardia costiera di Venezia hanno portato a termine a Venezia.

Giovedì, durante un controllo a un motopeschereccio autorizzato alla pesca con le nasse nelle acque del Lido, gli ispettori pesca hanno riscontrato che la barca, a prima vista con regolare contrassegno identificativo e nominativo sullo scafo, non corrispondeva a quella per la quale erano stati rilasciati i previsti documenti amministrativi, tra cui licenza di navigazione ed autorizzazione alla pesca professionale. In particolare, la barca «contraffatta» risultava essere in vetroresina e non in legno, oltre che notevolmente difforme in lunghezza e larghezza. Il marittimo che aveva assunto le funzioni di «comandante» non risultava in regola con il titolo professionale richiesto poiché precedentemente revocato e, quindi, è stato denunciato.

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La barca è stata sequestrata insieme al pescato e agli attrezzi e l'uomo dovrà anche pagare una multa di 2mila euro.Nei guai, alcuni giorni dopo, è finoto anche un altro pescatore sorpreso mentre posizionava circa 50 metri di reti da posta (attrezzo non consentito per la pesca sportiva) nelle acque antistanti l’imboccatura del Lido di Venezia. Anche lui è stato multato per mille euro e ha dovuto consegnare le reti alla guardia costiera. Infine, un ventunenne veneziano è stato sorpreso ad effettuare pesca sportiva da natante nelle acque prospicienti l’Isola del Tronchetto, zona di pesca vietata per motivi di sicurezza della navigazione, e per questo è stato sanzionato per 230 euro. 

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