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Caro mensa, avanti con la protesta: nelle scuole un coloratissimo pesce d'aprile

I comitati dei genitori veneziani hanno deciso di non replicare l'iniziativa del panino autogestito, ma continuano a voler manifestare le proprie ragioni. Nel mirino qualità e prezzi

Un pesce d'aprile per chiedere al Comune di Venezia di migliorare il servizio di ristorazione scolastica: pausa di riflessione per i genitori veneziani dopo le giornate del panino autogestito del 14 e 25 marzo, nell'attesa che il sindaco ascolti le loro richieste. Ma non per questo se ne staranno con le mani in mano: "Nonostante migliaia di adesioni delle scorse edizioni l'amministrazione continua a non dare alcun segnale - scrivono i comitati in una nota - di fronte ai numerosi problemi legati al servizio di refezione scolastica erogato da Ames, azienda partecipata del Comune".

Così il primo del mese migliaia di bambini coloreranno tanti pesci d'aprile per ricordare al sindaco che questi problemi non sono uno scherzo e che restano in attesa di una risposta ufficiale. "Il risparmio - attaccano i genitori - non si può fare sulla qualità e la bontà di quello che mangiano i bambini a scuola e aumentando la spesa del buono pasto a carico delle famiglie. Non vogliamo rispondere ai comportamenti scorretti di Ames, che dopo le proteste ha modificato il menù al risparmio, che invece di effettuare controlli puntuali ha razionato le porzioni a tutti i bambini forse per punire o scoraggiare il proseguimento di queste manifestazioni. Non vogliamo rispondere nemmeno all’amministrazione comunale, che dichiara di andare alla caccia di furbetti fra gli utenti invece che controllare rigorosamente che la sua partecipata vigili sull’appalto e sulle clausole contenute e sottoscritte dalle ditte".

Nei desideri delle famiglie c'è un servizio mensa che proponga cibo sano e buono, al giusto prezzo, pasti equilibrati e attenzione verso le pietanze in modo da ridurre gli enormi sprechi di cibo e aumentare il gradimento. "Chiediamo di migliorare la qualità?dei pasti introducendo derrate biologiche a km0 dei produttori agricoli del territorio, riducendo gli alimenti surgelati; ripristinare al più presto il tetto del 60% per la partecipazione al costo del pasto richiesta alle famiglie; con costi utenti esenti a carico della collettività?e non dei soli utenti paganti. Il costo del ticket mensa deve essere trasparente e pubblico; l'amministrazione deve attivarsi per attuare una revisione del menu al tavolo col CTP, per coinvolgere i comitati mensa nella stesura del prossimo capitolato; riconoscere che il servizio mensa non è obbligatorio e offrire un'alternativa alle famiglie che non intendono usufruirne; far migliorare il sistema di gestione elettronica dei buoni pasto per evitare sprechi e individuare gli evasori; prevedere delle convenzioni con gli enti caritativi per il recupero dei pasti non scodellati".

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