menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay

Pesce economico venduto come pregiato, pescivendolo nei guai

Il titolare di una pescheria di Isola Verde spacciava filetti di pangasio per cernie. Trovati anche chili di prodotti senza etichette e documenti

Grossi guai in vista per il titolare di una pescheria di Isola Verde, a Chioggia. I controlli effettuati dai carabinieri, accompagnati per l'occasione dal servizio veterinario e Sian della Asl 14 hanno infatti portato alla luce diverse irregolarità nella merce messa in vendita,. Si va da prodotti senza adeguata etichetta tracciabile a casi di pesce “economico” spacciato per qualità pregiata. Ora per il commerciante si prospetta una multa salatissima, che supererà i 4mila euro, oltre a numerose denunce.

SPECIE E PROVENIENZE – A saltare subito all'occhio dei militari sono stati alcuni tranci di pesce venduti come “filetti di cernia freschi” a 15 euro al chilo. I carabinieri hanno subito constatato come l'aspetto dei sei filetti non ricordasse minimamente la specie indicata e hanno provveduto a porre gli alimenti sotto vincolo sanitario, inviando poi dei campioni presso l'istituto di Adria per l'identificazione. Si è quindi scoperto che si trattava di pangasio, una qualità ittica molto meno pregiata e meno costosa della cernia. Proseguendo i controlli i militari hanno poi scoperto diversi vasetti di alici marinate conservate in un frigo per le bevande e sprovviste di etichettatura, mentre in un'altra cella sono stati rinvenuti circa 50 chili di prodotti, tra branzini, anelli di totano, seppie, code di rospo e molto altro, sprovvisti di documentazione utile a stabilirne la provenienza.

DELITTO E CASTIGO – Tutti i prodotti, per un valore totale di circa mille euro, sono stati quindi sequestrati e ora il titolare della pescheria di Isola Verde dovrà rispondere all'autorità giudiziaria per tentata frode in commercio, a causa del pangasio spacciato per cernia. Le alici senza etichetta costeranno poi all'uomo una sanzione di 3.166 euro, mentre per la merce sprovvista di documenti fiscali e amministrativi utili a stabilirne provenienza e rintracciabilità il pescivendolo si vedrà staccare un'altra multa, questa volta di 1.500 euro.

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Attualità

L'assist del comandante: «Sì alle uscite nel rispetto delle regole»

Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

VeneziaToday è in caricamento