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Moria di pesci in laguna, l'Arpav "accusa" le alghe e il gran caldo

Versione ufficiale dell'agenzia ambientale: "L'andamento meteo di estate e primavera ha giocato ruolo decisivo". Interrogazione al sindaco Orsoni

Le analisi, come i punti di domanda, si moltiplicano. Sulla moria di pesci in laguna documentata (e fotografata) in tutti i modi sui social network in questi giorni è stata indetta lunedì mattina una riunione in Comune con la partecipazione anche di Veritas, Ulss 12 e Magistrato delle Acque. L'intento era fare il punto della situazione per capire se davvero ci fossero altre possibili cause del problema oltre alle alghe in putrefazione e il gran caldo. L'assessore all'Ambiente Gianfranco Bettin, che domenica ha segnalato il fenomeno, ha già predisposto le linee per un piano di lavoro volto a stabilire le cause che sono indirizzate principalmente allo stress climatico: il caldo, l'umidità, la scarsa circolazione dell'acqua, soprattutto nei fondali bassi e la proliferazione di alghe che hanno di fatto 'mangiato' l'ossigeno. 

C'E' CHI CHIEDE ANALISI INDIPENDENTI

La zona più colpita è quella della laguna nord, davanti a Campalto. Tra le cause, aggravanti, ha spiegato Bettin, oltre allo stress climatico, il periodo lungo di piogge tra maggio e giugno e la sedimentazione lenta in laguna dei solfati usati in agricoltura e gli scarichi di uso civile. Il fenomeno della proliferazione della alghe, ha ricordato Bettin, è già presente in laguna da circa tre anni, ma si è aggravato quest'anno con la moria dei pesci. 

AL VIA LA PULIZIA DEI CANALI

Nel frattempo Veritas prosegue per i canali i controlli e la raccolta dei pesci morti, mentre il consigliere municipale Pietro Bortoluzzi ha rivolto un'interrogazione al sindaco e alla Giunta di Venezia "per essere tempestivamente informato su tutte le ipotesi legate alla causa o alle cause che possano aver provocato la moria di pesci del Redentore e il puzzo dei giorni precedenti".

PESCI MORTI E FORTE ODORE, LA CITTA' SI TURA IL NASO

Secondo l'Arpav il problema "è verosimilmente dovuta allo sviluppo anomalo di alghe dei generi Ulva, Gracilaria e Agardhiella. A causa del particolare andamento meteorologico della scorsa primavera e inizio estate, con abbondanti precipitazioni prima e caldo anomalo poi - dichiara - la produzione di biomassa è stata particolarmente abbondante". Superata la fase di fioritura, viene aggiunto, "lo sviluppo del materiale vegetale si è interrotto ed è iniziata la decomposizione". 

Il fenomeno ha avuto conseguenze negative - moria di pesci e cattivo odore - soprattutto nella zona compresa tra il centro storico e la gronda lagunare nell'area di Mestre-Marghera, in quanto caratterizzate da scarso ricambio idrico, bassi fondali (con forte riscaldamento dell'acqua) e importante apporto di nutrienti per le alghe (azoto e fosforo) che giungono in laguna attraverso i corsi d'acqua. Per l'Arpa "si tratta di un fenomeno naturale e circoscritto nella zona, mentre il resto della laguna presenta condizioni normali". Fondamentale, comunque, "la situazione di anomalia meteo climatica".

Sui social network lunedì ha fatto capolino la foto di un gabbiano morto in acqua. Immagine che ha allarmato quanti sostengono che oltre alla natura ci potrebbe essere anche qualcosa di "artificiale" (e soprattutto inquinante) dietro la morìa di pesci. Per questo alcune associazioni locali hanno annunciato che faranno analizzare alcuni pesci raccolti in acqua da un laboratorio specializzato a proprie spese. Di modo da avere un riscontro "non ufficiale" sulla vicenda.

LA FOTO DEI SOCIAL NETWORK

gabbiano andrea-2

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