Cronaca

Morìa continua di pesci in laguna C'è chi chiede analisi indipendenti

Solo domenica raccolti 50 quintali di esemplari morti tra Canal Grande e dintorni. Alcune associazioni locali lanciano un'iniziativa autofinanziata

Pesci morti (Stefano Barzizza)

La quantità è enorme, ma per ora i tecnici rassicurano: tutto naturale. La morìa di pesci che sta interessando Venezia continua. Solo domenica la quantità di esemplari raccolti dagli operatori di Veritas tra Canal Grande, rio di Noale e rii adiacenti 50 quintali di pesce. Queste le cifre snocciolate dall'assessore all'Ambiente Gianfranco Bettin, che ha comunque annunciato che Arpav e Asl 12 hanno rassicurato sul fatto che il fenomeno sia dovuto alla mancanza di ossigeno nell'acqua.

Temperature calde e alghe in putrefazione (che causano un odore tremendo) hanno ucciso migliaia di paganelli, go, ma anche cefali, granchi, passerini.

"La moria è stata determinata in aree della laguna - rileva l'assessore Bettin - dove l'acqua è particolarmente bassa con l'ossigeno che è stato letteralmente divorato dalla fioritura straordinaria di alghe. Un fenomeno dovuto alle condizioni meteo con temperature alte, umidità e ristagno dei venti che hanno limitato la circolazione dell'aria e quindi delle acque della laguna". Alcuni cittadini, come l'associazione Venessia.com o il gruppo che si batteva sul web contro il gabbiotto sotto il campanile di San Marco, vogliono però vederci chiaro e hanno lanciato un'iniziativa indipendente: verranno raccolti alcuni pesci morti dalle acque della laguna e (a spese proprie) verranno fatti analizzare da un laboratorio specializzato.

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