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Assaliti mentre vanno al lavoro: fornaio e figlio pestati in calle nella notte

Succede in lista di Spagna a Venezia. I due sono stati aggrediti da turisti americani evidentemente su di giri: il 55enne buttato a terra, il figlio preso a pugni sul volto

Cercavano solo di attaccare briga, nessuna intenzione di rubare o rapinare. Ne hanno fatto le spese loro malgrado un fornaio di 55 anni e il figlio di venti, che hanno avuto la sfortuna di incontrare sul loro cammino quel gruppo di turisti scalmanati, probabilmente ubriachi. Violenti. Sono le due della notte tra venerdì e sabato: D.V. e il figlio stanno percorrendo Lista di Spagna diretti al loro panificio, dove devono mettersi al lavoro.

L'incontro avviene all'altezza del bar "Quanto basta". Sono alcuni personaggi grandi e grossi, uno di loro senza motivo comincia a spintonare il 55enne, poi anche il figlio. Nemmeno il tempo di reagire, si mette in mezzo un secondo turista e iniziano a volare le botte. Il padre viene buttato a terra, batte la schiena contro dei gradini. Lo tengono distante dal figlio, che nel frattempo si prende alcuni pugni al volto. Poi vengono lasciati là, doloranti.

Non resta che chiamare la polizia, mentre gli aggressori vengono visti entrare in un albergo poco distante. Sul posto arrivano una volante della questura e una pattuglia del commissariato di San Marco che, raccolte le testimonianze, raggiungono l'hotel. I violenti vengono individuati e identificati: sono due americani, fanno parte di una comitiva proveniente da New York. Rispettivamente 20 e 21 anni. Si attende il responso del pronto soccorso per procedere nei loro confronti.

I due aggrediti hanno preferito raggiungere prima il loro negozio, anche se contusi: "Fatico a respirare e a camminare - racconta D.V. - ho sbattuto la schiena con violenza sui gradini. E mio figlio è stato riempito di botte, ha un occhio nero, ho tentato di aiutarlo ma mi hanno bloccato. Erano degli armadi, forse giocatori di football. Per strada c'eravamo solo noi e loro, poi sono arrivate altre due persone che ci hanno aiutati a testimoniare quanto accaduto. Dopodiché siamo andati a lavorare, abbiamo un'attività da mandare avanti. Nella colluttazione ho perso un cellulare e mi è stato rotto il giubbotto. Erano violenti, cercavano la rissa a tutti i costi".

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