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Giovedì, 20 Gennaio 2022
Cronaca Fossò

UN LETTORE "Io, insegnante 60enne vittima della riforma delle pensioni"

Flavio Giantin, 60 anni a marzo, lancia la propria petizione per chiedere al governo di adeguare le nuove norme previdenziali ai ritmi dell'anno scolastico, che si conclude il 31 agosto 2012

"Come al solito il mondo della scuola viene penalizzato". Così Flavio Giantin, inegnante di scuola primaria residente a Fossò, lancia la propria petizione per chiedere l'armonizzazione della riforma delle pensioni con i ritmi dell'anno scolastico. "Il termine del 31 dicembre 2011 come limite per godere dei vecchi diritti rende difficile, se non improbabile, un'armonizzazione tra la riforma previdenziale approvata a dicembre e i tempi di uscita dalla scuola, cadenzati al 31 agosto di ogni anno scolastico", spiega l'insegnante, che il 7 marzo prossimo compirà 60 anni. Secondo le vecchie norme i termini per raggiungere la fatidica "quota 96", somma degli anni di contributi e dell'età anagrafica, sarebbero stati calcolati tenendo come punto di riferimento la fine dell'anno scolastico, cioè il 31 agosto. Ora non più.

"Il 14 febbraio scorso, le Commissioni Affari costituzionali e Bilancio del Senato, riunite congiuntamente, non hanno approvato, per pochissimi voti, un emendamento che avrebbe consentito ai lavoratori della scuola, in possesso della vecchia quota 96 (60 anni di età e 36 di contributi o 61 anni di età e 35 di contributi), di uscire dal lavoro il 1 settembre 2012 con le norme previgenti alla legge Fornero“, spiega Giantin. L'insegnante, facente parte del comitato "Quota 96" chiede che il governo trovi una soluzione per non penalizzare i lavoratori della Scuola, incentivando il turn over con i 4mila professionisti giovani e precari.


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