Piano sanitario in caso di contagio a scuola. Consegna dei primi banchi in Veneto

Le procedure dell'Istituto superiore di Sanità e del dipartimento di prevenzione del Veneto. La chiusura delle scuole non è più automatica. In dirittura d'arrivo i primi arredi scolastici. «Il 14 si apre»

Banchi nell'aula scolastica, archivio

«Massima vigilanza in tutte le scuole»: è il "must" della regione Veneto diffuso oggi, mercoledì 2 settembre, prima della presentazione del piano sanitario in caso di contagio, in vista della riapertura delle scuole il 14. Confermata la data: «non spostiamo l'apertura delle scuole: significherebbe un guaio in più per le famiglie - dice il presidente Luca Zaia  -. Ci sarà il presidente della Repubblica Mattarella a Vo' Euganeo». 

Il presidente Mattarella

Le procedure, «che dovranno essere applicate in maniera ferrea», spiega l'assessore regionale alla Sanità Manuela Lanzarin, prevedono che al bimbo che ha la linea di febbre si faccia il test e in caso di positività ci sia la verifica dei contatti stretti. Ecco cosa accade secondo le linee guida nazionali, cui ha dato il proprio apporto il dipartimento di prevenzione regionale. Innanzitutto verrà individuato un rappresentante del Sisp (Servizio igiene e sanità pubblica) per ogni scuola e al tempo stesso un rappresentante scolastico che tenga i rapporti con il Sisp.

Le procedure

Il bambino che ha dei sintomi deve rimanere a casa in via cautelativa. La famiglia si rivolge al medico di famiglia o al pediatra che decide se effettuare il tampone. Le procedure entrano in azione nel caso in cui il bimbo arrivi a scuola e manifesti sintomi. In questo caso viene allontanato dalla classe con i dispositivi di protezione, accompagnato dall'insegnante, e viene isolato assieme all'operatore. Vengono chiamati i genitori che vanno a prendere il bambino, lo portano dal medico o dal pediatra, il quale stabilisce se fare il tampone. Se lo fa, ed è negativo, il bambino resta a casa per il tempo necessario per la guarigione e il medico fa una attestazione alla fine della malattia che permette all'alunno di rientrare in classe. Se è positivo: viene contattato il Sisp che fa l'indagine epidemiologica della classe e dei contatti. Scatta il piano di sanità pubblica con i tamponi, e la novità è che non viene chiusa l'intera scuola, ma si procede in base ai risultati dell'indagine del Sisp. La chiusura della classe e della scuola viene stabilita come eventuale prescrizione, non scatta più come misura automatica.

In Veneto i primi banchi per gli studenti

Il governo intanto starebbe consegnando in Veneto i primi 3660 banchi, le prime 1835 sedie e 1406 sedute per garantire la distanza tra gli studenti, nelle scuole delle province di Treviso e Padova. Ad annunciarlo è Federico D’Incà, ministro per i rapporti con il Parlamento. «Il governo ha stanziato 2,9 miliardi di euro: sono risorse destinate ai lavori di edilizia, al reperimento di nuovi spazi per la didattica, all'acquisto di arredi e al potenziamento dell’organico. Nelle nostre scuole saranno fornite gratuitamente 11 milioni di mascherine al giorno. Grazie all'impegno del ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina siamo sulla strada giusta - afferma D’Incà -. Già stanziate risorse per l’acquisto di libri di testo gratis a quasi mezzo milione di studenti con difficoltà economiche».

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