Nuovo piano sanitario della Regione per i sintomatici e le case di riposo

Sorveglianza anche tramite app. Tampone al paziente a domicilio e terapie sperimentali contro il peggioramento. Anziani contagiati dove possibile trasferiti. Svuotata la Sereni Orizzonti di Cinto Caomaggiore

Casa di cura Torre di Mosto, foto da sito web

La Regione Veneto ha predisposto la presa in carico dei pazienti sintomatici sospetti Covid-19 e anche la valutazione del rischio nelle strutture residenziali per anziani. Il nuovo piano sanitario è stato introdotto dal presidente della Regione Luca Zaia e dall'assessore alla Sanità Manuela Lanzarin, nell'intervento di questa mattina, lunedì 30 marzo, a Marghera.

Asintomatici

Si passa attraverso la valutazione del medico di Medicina generale e delle unità speciali di continuità assistenziale (Usca), le quali garantiscono l’assistenza a domicilio di tutti quei pazienti, sintomatici, sospetti o positivi, che non necessitano di ricovero. Il bacino di riferimento per unità è indicativamente di 50.000 abitanti, sono attive sette giorni su sette, dalle 8 alle 20. Il bacino viene diviso in sotto ambiti di circa 8.500 assistiti in modo che a uno stesso gruppo possa essere collegato sempre uno stesso medico dell’Usca. L’attività domiciliare sarà fatta con accesso congiunto con un infermiere del servizio di assistenza domiciliare del distretto o della medicina di gruppo. Con il nuovo piano viene poi modificata la sorveglianza attiva degli asintomatici e quella dei sintomatici. Nel primo caso passerà gradualmente e in parte dall’attività dei servizi igiene e sanità pubblica al servizio di telesoccorso che si occuperà di chiamare giornalmente tutti gli asintomatici.

Sintomatici

Nel momento in cui viene rilevato che una persona presenta sintomi, viene segnalata al servizio di igiene e sanità pubblica per l’attivazione delle azioni conseguenti. La sorveglianza potrà avvenire anche tramite App, già attiva, che potrebbe essere facilmente integrata con le funzionalità per “l’automonitoraggio” dei pazienti in isolamento domiciliare fiduciario. La sorveglianza attiva rivolta ai sintomatici comporterà anche la valutazione a domicilio del paziente per effettuare il tampone e per la applicazione delle terapie sperimentali per evitare il peggioramento delle condizioni cliniche. Il piano prevede anche la ricerca dei “positivi” fra i lavoratori dei servizi essenziali, per ridurre la circolazione del virus e aumentare la sicurezza.

Case di cura

Particolare attenzione viene rivolta alle strutture residenziali per anziani, sia per quanto riguarda gli operatori che gli ospiti. C'è una valutazione del rischio effettuata da un team costituito dal personale del servizio di igiene e sanità pubblica, dell’Unità operativa di cure primarie e dei servizi sociali, al fine di definire di un piano di sanità pubblica per queste strutture, che riguardi l’isolamento dei pazienti, la gestione dei dispositivi di protezione individuali e la gestione del personale. Le azioni potrebbero anche prevedere l’intervento delle Usca e di team di medici specialisti o altri interventi specifici. Indispensabile sarà il controllo dell’adempimento delle indicazioni fornite a ogni residenza sanitaria assistenziale.

Situazione trasferimenti

«La tutela della salute e della sicurezza degli ospiti delle case di riposo e del personale che li assiste deve essere garantita in questa emergenza», scrivono le sigle sindacali della funzione pubblica, dei servizi e dei pensionati della Cisl del Veneto. «Il piano recepisce anche molte delle istanze sollevate in queste settimane man mano che la situazione nelle case di riposo venete è degenerata, fino a esplodere con oltre 300 decessi e 200 operatori sanitari contagiati dal Covid-19». Fp, Fisascat e Fnp hanno visto inserita la proposta, avanzata anche da Fp Cgil, di spostare gli assistiti in altre strutture, dove si verificassero numeri di contagi non più idonei a garantire la necessaria sicurezza. «Non ci piace sentir dire che questo passerà alla storia come il virus delle case di riposo, quando tutto ciò poteva essere evitato con più attenzione da parte di tutti i coinvolti», dice Vanna Giantin segretaria generale Fnp Veneto.

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Residenze e ospedali di comunità

Il sindacalista Pietro Polo segretario Uil Fpl chiede che: «Ulss4 chiarisca agli operatori della casa di riposo Sereni Orizzonti di Cinto Caomaggiore i termini dello spostamento odierno di circa 20 anziani ottantenni ospiti della struttura, verso la medesima residenza di Torre di Mosto. Secondo quanto appreso, questo trasferimento sarebbe stato effettuato per lasciar spazio ai pazienti dimessi dalla Terapia intensiva di Jesolo. La casa di cura di Cinto Caomaggiore si attrezzerebbe così ad accoglierli come "piccolo ospedale di comunità", dove gli operatori dovrebbero occuparsene, senza sapere se ci sia o meno possibilità di contagio da coronavirus». «Si è deciso a dare qualche segnale solo dopo che Uneba Veneto, Anffas, Confcooperative, Federsolidarietà, Lega Coop e Uripa sono arrivati a rivolgergli l'appello che un tempo il comandante De Falco aveva indirizzato a Schettino: “Governatore Zaia, non scenda dalla nave dei più fragili" - scrivono Jacopo Berti, Erika Baldin, Manuel Brusco, Simone Scarabel, consiglieri regionali M5S Veneto ed Enrico Cappelletti, Movimento 5 Stelle Veneto -. La nostra non vuole essere una polemica, ma un richiamo alla serietà e ad occuparsi delle case di riposo, ormai allo stremo».

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