C'è futuro per la raffineria Eni, piano di sviluppo green da 100 milioni di euro

La società ha presentato il progetto "Green Refinery". L'impianto di Porto Marghera verrà convertito alla produzione di biocarburanti. I primi interventi nel 2013. Ci sarà lavoro e un nuovo polo logistico

Cento milioni di euro di investimento. Per salvare posti di lavoro e prospettive industriali altrimenti non proprio rosee. Questo, in sintesi, il piano di lavoro presentato da Eni, che oggi ha incontrato istituzioni e sindacati, nazionali e locali, per illustrare il progetto "Green Refinery", che porterà alla conversione della raffineria di Porto Marghera in “bioraffineria” per la produzione di biocarburanti innovativi e di elevata qualità. Il programma, che come detto prevede un investimento stimato in circa 100 milioni di euro, rappresenta il primo caso al mondo di riconversione di una raffineria convenzionale in bioraffineria ed è fondato sulla tecnologia ecofining, sviluppata e brevettata dalla stessa Eni.

Green Refinery partirà con una prima fase di conversione degli impianti esistenti che sarà avviata nel secondo trimestre del 2013 e che sarà completata entro la fine dello stesso anno. Fino al momento di avvio della conversione, la raffineria continuerà a produrre secondo le modalità tradizionali. La produzione di biocarburanti sarà avviata dal 1 gennaio 2014 e crescerà progressivamente a fronte dell’entrata in esercizio dei nuovi impianti che saranno realizzati nell’ambito del progetto e che saranno completati nel primo semestre del 2015.

"Il nuovo impianto green consentirà di mantenere sul sito di Venezia un’attività industriale economicamente sostenibile a lungo termine e a basso impatto ambientale", recita una nota della società. All’attività della Green Refinery sarà associata la realizzazione di un nuovo polo logistico.

"Il progetto consentirà di assicurare l’impiego di una quota congrua del personale impiegato nella attuale raffineria - spiega Eni - Il personale sarà gestito con modalità e strumenti che saranno condivisi con le organizzazioni sindacali". La speranza è che il programma di investimenti consentirà anche di mantenere un impiego significativo dell’attuale indotto della raffineria.

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