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Abusivi a San Marco, si dimette Nardi: "Invasione, in 10 anni non è stato fatto nulla"

Il presidente dell'associazione della piazza: "Non c'è volontà di risolvere il problema, l'area è in mano a bande che si spartiscono il territorio. Rovinata l'immagine della città"

Basta affacciarsi in un momento qualsiasi della giornata - ma in particolare nel pomeriggio - per rendersi conto della situazione. "Bande" di venditori abusivi che si spartiscono il territorio, si avvicinano ai turisti e tentano (con metodi alle volte ai limiti dell'estorsione) di spillare loro soldi. Non in chissà quale degradata periferia, ma nel pieno centro di Venezia. Lo vede con i propri occhi, ogni giorno, Alberto Nardi, ex presidente dell'associazione Piazza San Marco. "Ex" perché ieri, il 9 marzo, ha deciso di rassegnare le dimissioni e rinunciare al suo ruolo in segno di protesta.

"È un'invasione quotidiana - racconta - E queste persone continuano a fare ciò che vogliono, con alti e bassi. Ieri ne ho contati 40. Capisco che un fenomeno del genere richieda tempo per essere studiato e combattuto adeguatamente. Ma sono 10 anni che va avanti così, e anzi cresce. Constatare che la situazione peggiora è amaro, come è amaro ricevere segnalazioni da parte di ospiti di alberghi che si lamentano di essere disturbati e accerchiati. Significa che l'immagine della città è compromessa".

Gli abusivi che si radunano in piazza San Marco, denuncia Nardi, non si limitano a cercare di vendere grano per dar da mangiare ai piccioni o ciarpame vario. Spesso mettono in mano il mangime ad ignari turisti - specialmente ai bambini - e poi pretendono 10 euro come pagamento per il "servizio" reso. Accerchiando anche in dieci il malcapitato di turno, se questo prova a protestare. "Si è sparsa la voce che qui il turista si può spennare", spiega.

Le misure messe in atto fin qui, secondo Nardi, sono insufficienti e inefficaci. "In altri punti della città sono state piazzate delle pattuglie di finanzieri che si muovono a piedi per tutta la giornata, e così i venditori di borse taroccate sono spariti. Mentre qui pare che non ci sia la volontà politica di risolvere il problema. Sono anni che facciamo questi discorsi sui temi del decoro della piazza e dell'abusivismo. Non si possono lasciare le città allo sbando in questo modo".

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