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Mercoledì, 10 Agosto 2022
Cronaca San Marco / Piazza San Marco

Troppi turisti a Capodanno, ipotesi di San Marco "a numero chiuso"

L'assessore Vettese dopo il pienone di San Silvestro ipotizza una soglia limite entro la quale limitare gli accessi al "salotto buono" di Venezia

Piazza San Marco (o addirittura l'intero centro storico) a “numero chiuso”. Questa una delle soluzioni ventilate negli ultimi giorni per limitare i possibili danni al patrimonio architettonico e artistico della laguna. A scatenare il dibattito, che da giorni imperversa tra le pagine dei quotidiani e i post sui social network, sono state le oltre 80mila presenze registrate nel “salotto buono” di Venezia nella notte dell'ultimo dell'anno. A distanza di cinque giorni è l'assessore comunale alla Cultiura e allo Sviluppo del Turismo Angela Vettese a prendere la parola e a proporre la limitazione degli accessi.

NUMERI IMPREVEDIBILI – Secondo Vettese, infatti, una simile quantità di persone “non era prevista o prevedibile”, ma dopo l'esperienza di questo Capodanno si farà tesoro di quanto imparato e, tra le proposte dell'assessore, spicca certamente quella di controllare, conteggiare e quindi limitare ad una soglia prestabilita gli accessi alla piazza. Vettese promette maggiore prudenza per il futuro, più sorveglianza e vigili in forze, ma soprattutto intende puntare su eventi di alta qualità, coinvolgendo il pubblico, distraendolo e mantenendo così la tranquillità.

LE RISPOSTE – L'assessore di Orsoni non è però l'unica ad aver discusso di quanto sia successo a San Marco durante la notte di San Silvestro: il consigliere comunale del Pd Jacopo Molina chiede il conto di quanto speso per l'evento e, soprattutto, quali i danni complessivi, mentre monsignor Antonio Meneguolo, responsabile dei Beni Culturali ecclesiastici del patriarcato, sembra fare eco a Vettese chiedendo eventi di diversa “levatura”. Infine c'è persino chi trova “soft” l'idea del “numero chiuso” e propone invece di estendere le limitazioni a tutto il centro storico: per Italia Nostra, infatti, i flussi turistici andrebbero disciplinati e ridotti già da Tronchetto, piazzale Roma e stazione, in modo da non avere più una simile quantità di visitatori contemporaneamente sul suolo cittadino. I masegni forse ringrazierebbero, i commercianti veneziani probabilmente no.

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