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Picchettare è reato, lo dice la Cassazione. Gli studenti dovranno ricorrere a proteste "soft"

La Corte ha respinto il ricorso di uno studente di un istituto mestrino, che sosteneva che l'occupazione scolastica rientrasse nel diritto alla libertà di associazione

Picchettare a scuola ora è reato. La cassazione ha infatti respinto il ricorso di uno studente mestrino, che sosteneva che l'occupazione della scuola rientra nel diritto alla libertà di associazione.

Con la sentenza 7084, la Corte ha stabilito che commettono il reato di violenza privata e interruzione di pubblico servizio gli studenti che impediscono l’ingresso nell’edificio scolastico ai professori e agli altri ragazzi per favorire lo svolgimento di una assemblea autogestita, durante una occupazione temporanea di sole poche ore, lasciando entrare da un portone secondario solo chi è d’accordo con la protesta in corso.

Gli studenti insoddisfatti della situazione scolastica dovranno quindi ricorrere a forme più soft di contestazione, come la cosiddetta "autogestione istituzionale", se vogliono evitare di incappare nelle maglie della giustizia penale azionate da docenti, presidi e genitori stanchi di tollerare azioni di forza sulle quali più volte hanno usato ampia tolleranza.

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