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"Mi hanno sbattuto la testa contro il muro, poi calci e pugni. Tutto per un cappello"

L'aggressione sabato sera in campo Santa Margherita a Venezia. Un 21enne all'ospedale: "Erano una decina, sanguinavo dalla nuca e dal labbro. Sono riuscito a scappare di corsa"

"Mi hanno sbattuto la testa contro il muro e poi hanno iniziato a prendermi a calci e pugni. Per un cappello". A raccontare la disavventura è M.F., 21enne veneziano che ha passato gran parte del suo sabato sera al pronto soccorso dell'ospedale Civile dopo essere stato vittima di un pestaggio. Per fortuna ferite lievi per lui, con qualche punto di sutura in testa. Fatto sta che poco prima della mezzanotte è finito nel mirino di un gruppo di una decina di giovani in campo Santa Margherita: sono botte da orbi, e prima quello spintone che gli fa sbattere la testa contro il muro: "I medici mi volevano tenere in osservazione tutta la notte - racconta - ma ho deciso di tornare a casa. Nel gruppetto di aggressori c'erano sia italiani che stranieri, hanno iniziato ad alzare le mani quando hanno capito che ero al telefono con i carabinieri".

Tutto inizia poco prima, quando tre giovani devono attraversare il campo. Sono solo di passaggio, ma la loro permanenza nella zona della movida si prolungherà di molto. Uno dei facinorosi ruba il cappello a uno degli amici di M.F. e lo lancia a un compare. Ne nasce una discussione, con la richiesta di riottenere il maltolto. "Ho detto loro che allora avrei chiamato la polizia - continua il giovane aggredito - erano già partiti con le minacce. Quando sono scappati li abbiamo rincorsi per una decina di metri". Il primo round si chiude qui: il cappello non si trova e i ragazzi cercano chi possa averlo. Dopo una decina di minuti il ritorno in campo Santa Margherita: "Lì riconosciamo due del gruppetto di prima - racconta il 21enne - riparte la discussione. Stavolta però mi picchiano, quindi prendo il telefono e chiamo ai carabinieri. Mentre sto parlando con l'operatore continuano a colpirmi. Uno dei due poi mi sbatte la testa contro il muro e intanto arrivano i rinforzi. Mi hanno preso a calci e pugni, tentando di scraventarmi a terra. Una decina contro di me".

Dal banale litigio si è sfociati in aggressione vera e propria. Lo sventurato con uno scatto riesce a guadagnare il centro del campo per poi far perdere le proprie tracce. "I carabinieri mi hanno soccorso in zona San Pantalon e hanno chiamato un'ambulanza - conclude M.F. - avevo la testa che mi sanguinava ed ero pieno di dolori alle braccia e alle gambe. Avevo un taglio anche al labbro. Mi hanno portato al pronto soccorso". Gli aggressori intanto si sono dispersi tra le calli del centro storico e i due amici del ragazzo riescono finalmente a contattarlo. Tutto si è chiuso al Civile, a notte inoltrata. Punti di sutura e le scene dell'aggressione ancora davanti agli occhi: "Oggi (domenica per chi legge, ndr) andrò a sporgere denuncia - conclude il ferito - tra loro c'era chi era su di giri e chi invece era sobrio. Tutto per niente. Tutto per un cappello. Non è possibile". 

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