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Si presenta ubriaco e armato di cacciavite a casa della ex: picchiato a sangue dalla famiglia

È stato trovato a terra immobile, sembrava morto. L'episodio a Meolo mercoledì sera, i carabinieri hanno individuato tutti i responsabili: sei denunce, tutti albanesi

Ubriaco fradicio, si presenta in casa della ex fidanzata e minaccia i presenti con un cacciavite. Ma per tutta risposta viene malmenato con violenza e lasciato a terra nel sangue. Il fatto mercoledì sera a Meolo: sul posto, in via Santi Ariani, si è portato un equipaggio dei carabinieri del nucleo operativo e radiomobile della compagnia di San Donà, assieme a un'ambulanza del 118. La chiamata era giunta da alcuni residenti che si erano accorti di un uomo sdraiato sull'asfalto, immobile, coperto di sangue e ferite. Tanto che in un primo momento si pensava fosse morto.

Il personaggio è stato identificato per B.V., albanese di 54 anni residente a Meolo, già noto agli operatori di polizia per alcuni precedenti. Sul posto anche una pattuglia della locale stazione dei carabinieri, subito al lavoro per risalire agli aggressori. Dalla ricostruzione degli eventi i militari hanno appurato che l'uomo si era presentato poco prima nell'abitazione di alcuni connazionali (legati a lui da vincoli di parentela) in evidente stato di collera e di alterazione psicofisica, brandendo un cacciavite a mo’ di arma. 

Inizialmente aveva rivolto l'attrezzo contro una donna con cui in passato aveva avuto una relazione; dopodiché aveva aggredito il padre di quest'ultima, 67enne. In aiuto del padre erano intervenute altre tre persone residenti in zona, che senza pensarci due volte si erano scagliate contro lo scalmanato picchiandolo pesantemente con calci e pugni, procurandogli un trauma cranico e alcune ferite lacero contuse.

A quanto pare le ruggini tra il ferito e la parentela sono di lunga data, dovute anche al fatto che in passato le figlie dell’uomo erano state vittime di reiterate violenze domestiche. Della situazione si erano occupati i servizi sociali del comune di Meolo, che avevano affidato le figlie ad una comunità protetta. Il ferito è stato quindi trasportato all’ospedale di San Donà, dove si trova tutt’ora ricoverato in prognosi riservata, ma non in pericolo di vita. Gli aggressori, cinque albanesi, tra cui due donne, sono stati denunciati per il reato di lesioni personali aggravate in concorso. Il cacciavite è stato sequestrato e anche il ferito è stato denunciato per possesso ingiustificato di oggetti atti a offendere.

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