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Pestato e "seviziato" in spiaggia: "Mi hanno cercato di strangolare con un guinzaglio"

Racconto dell'aggressione a un 22enne: "Mi hanno picchiato in spiaggia a Jesolo. Mi hanno frustato e messo la testa in acqua". La polizia è convinta che dietro ci siano storie di droga

"Mi hanno cinto il collo con il guinzaglio e hanno iniziato a stringere, io avevo la faccia sulla sabbia. Dicevano 'uccidiamolo'. E' stato un incubo". Un'aggressione che ha dell'incredibile quella che ha visto vittima un 22enne di nazionalità marocchina, ma che abita a Mirano col fratello da molti anni, nella notte tra mercoledì e giovedì a Jesolo Lido. I contorni della vicenda giovedì erano ancora in via di ricostruzione da parte della polizia, ma la versione dei fatti del ragazzo mette i brividi: "Stavo tornando dal Capannina - racconta - quando in via Bafile due giovani italiani mi hanno fermato chiedendo se avevo una cartina e un accendino per farsi una canna. Ho detto di sì e glieli ho consegnati". Le forze dell'ordine sono convinte che dietro ci siano questioni di droga: una possibile compravendita con "pacco" da parte del giovane. Tant'è vero che è stato denunciato per truffa, oltre che per rissa.

Versioni diverse, ma in questo caso a far notizia è la violenza bruta esplosa sull'arenile. I giovani, uno sovrappeso, l'altro magro, si aggiravano per la zona di piazzetta Casa Bianca con un rottweiler e un pitbull: "Erano ubriachi e forse sotto l'effetto di droghe - continua il ragazzo - li ho seguiti verso la spiaggia perché volevo indietro l'accendino. Poi, però, uno dei due mi ha colpito in testa, sorprendendomi alle spalle, con una bottiglia di vetro. Non ho capito più niente". A quel punto, improvvisa, è scattata l'aggressione. Mancavano pochi minuti a l'una: "Uno dei due mi ha stretto attorno al collo il guinzaglio e, puntando il ginocchio sulla schiena, mi ha scaraventato a terra - continua il 22enne - penso fossero convinti che avessi della droga. Uno di loro mi teneva la testa nella sabbia con un piede e mi frustava la schiena con il guinzaglio del secondo cane. Ridevano. Dicevano che mi avrebbero ammazzato. Io non potevo far nulla".

Un incubo durato diversi minuti, mentre una signora si accorge di ciò che sta accadendo e chiama la polizia: "Mi hanno continuato a prendere a calci e pugni - continua la vittima - ho la schiena piena dei graffi dovuti alle frustate. Poi mi hanno trascinato verso il mare e mi hanno messo la testa in acqua. Non riuscivo a respirare. Ero sfinito".

E' stato allora che uno degli aggressori ha messo le mani in tasca allo sventurato, impossessandosi di soldi e documenti (tra cui il permesso di soggiorno). Per questo è scattata anche la denuncia per rapina: "Ho visto una luce e i due sono scappati - conclude il 22enne - era un poliziotto che si è messo a rincorrerli. Sono stati bloccati poco dopo. Altrimenti non so come sarebbe finita. Io avevo raggiunto Jesolo per lavorare come cameriere, ma ora ho la faccia tumefatta e non posso più farlo. I poliziotti hanno perquisito la mia camera d'albergo, ma non hanno trovato nulla. Io non ho droga - conclude - questi giovani mi hanno torturato per nulla".

La vicenda si è conclusa con la denuncia del 22enne per truffa e per rissa, stesso reato di cui devono rispondere gli altri 2 ventenni bergamaschi. Secondo la segnalazione inviata alla magistratura, alla base ci sarebbe stata una reazione violenta di fronte alla compravendita di una dose di stupefacente piuttosto "deludente". Anche se di droga, è da sottolineare, non ne è stata trovata e quindi nessun reato inerente stupefacenti è stato contestato. Gli uomini in divisa, in base agli elementi investigativi che hanno in mano, sono convinti che sulla scena ci fosse anche una quarta persona. Fuggita con i soldi della compravendita (60 euro) e per ora irrintracciabile.

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