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Indagini sui fondi neri Mantovani, l'ex ad Baita fuori dal carcere

L'ex amministratore delegato dopo tre mesi e mezzo di reclusione a Belluno si trova nella sua casa di Mogliano. Ha iniziato a collaborare

Scarcerato dopo tre mesi e mezzo di reclusione. L'ex amministratore delegato e presidente della Mantovani Piergiorgio Baita da venerdì non si trova più nel penitenziario di Belluno. Bensì nella sua casa di Mogliano Veneto. Il giudice per le indagini preliminari Alberto Scaramuzza, lo stesso che aveva firmato l'ordinanza di custodia cautelare in carcere per associazione a delinquere finalizzata alla frode fiscale nei confronti del manager, ha accolto la richiesta della difesa.

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Nessun ostacolo a questa misura è stato frapposto dal pubblico ministero Stefano Ancilotto, di fronte al quale Baita recentemente aveva sostenuto un interrogatorio di ore in cui l'ex ad aveva fatto intendere come i fondi neri scaturiti da un gioco di "cartiere" e fatture false avrebbero oliato anche la politica. Senza distinzione di colore e di partito. Ancora non avrebbe fatto nomi, ma la collaborazione con la Procura avrebbe pesato sulla decisione presa dal gip venerdì. Avrebbero avuto voce in capitolo anche le condizioni di salute di Baita, debilitate dai mesi di reclusione. Alcuni certificati medici proverebbero l'incompatibilità con il carcere, il cui presupposto principale (il pericolo di inquinamento delle prove), dopo quattro mesi di indagini, si sarebbe affievolito di molto.

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