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Socio sostenitore della Fenice, Pierre Cardin porta il suo Dorian Gray al Gran Teatro

Il debutto dello spettacolo ispirato al "Ritratto" sarà sabato alle 20, in replica la domenica allo stesso orario. Sul palco Matteo Setti sarà affiancato in scena da Thibault Servière.

Lo scorso mese è entrato a far parte dei soci sostenitori del Teatro La Fenice, uno dei "mecenati", annunciati dal Sovrintendente Cristiano Chiarot, ora si appresta a portare, proprio sul palco prestigioso di Campo San Fantin, il "suo" Dorian Gray. Stiamo parlando di Pierre Cardin, stilista italiano naturalizzato francese, che mai come in questo periodo sta legando il suo nome a quello di Venezia e ai suoi luoghi di interesse principali.

TUTTI I DETTAGLI SULLO SPETTACOLO

"La bellezza non ha pietà sarà in scena al Teatro La Fenice sabato alle 20 e, in replica, domenica 7, sempre alle 20, come titolo di chiusura della rassegna Estate Fenice. Ispirato al romanzo "Il ritratto di Dorian Gray di Oscar Wilde", è la terza opera per il teatro musicale scritta e composta da Daniele Martini. La direzione artistica e le scene dello spettacolo sono firmate da Rodrigo Basilicati, la regia è di Wayne Fowkes e i costumi di Pierre Cardin. Interprete del leggendario personaggio romanzato da Wilde sarà Matteo Setti, che sarà affiancato in scena da Thibault Servière. Completano il cast artistico Daniele Falangone che cura arrangiamenti e suono, la video designer Sara Caliumi e il light designer Paolo Bonapace.

Lo spettacolo racconta attraverso le parole e la musica la bellezza e le ossessioni di un’icona perfettamente attuale. La narrazione prende inizio nel momento in cui Dorian ha già compiuto trentotto anni ed è ormai un uomo maturo. Anche se il suo aspetto è immutato nel tempo, la sua anima, intrappolata nel dipinto che tiene nascosto da anni, porta segni mostruosi e inconfondibili di eventi inconfessabili. Ognuno di questi segni ha una storia, un’emozione, che Dorian rivive man mano che riflette sul vissuto, a cominciare dall’incontro con la propria bellezza.

In un’ora e mezzo circa, le quindici arie della partitura saranno incastonate in un flusso di recitazione e di intensi disegni di luce. L’azione scenica si svolgerà in un contesto scenografico astratto e solido, in sinergia con contributi video che trasportano l’azione scenica dalla prospettiva del protagonista a una dimensione fantastica.

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