Posate oggi altre 12 pietre d'inciampo a Venezia

La città, oggi, ne conta in tutto 90. Presenti alla cerimonia anche il presidente della comunità ebraica di Venezia e lo scrittore Moni Ovadia

Sono state posate questa mattina a Venezia 12 nuove pietre d'inciampo in memoria dei veneziani deportati per motivi razziali, politici e militari nei campi di concentramento nazisti. Alla cerimonia hanno partecipato, tra gli altri, la presidente del consiglio comunale Ermelinda Damiano, il presidente della comunità ebraica di Venezia, Paolo Gnignati, e l’attore e scrittore Moni Ovadia.

La posa di 12 pietre d'inciampo a Venezia

Il percorso è iniziato dalle pietre d’inciampo in memoria di Gilda Jesurum Foà (Santa Croce 2047), per poi proseguire con quelle per Vittorio Coen Porto e Amelia Coen Porto Levi (San Marco 2313, Calle Larga XXI Marzo), Augusto Coen Porto (Castello 5117), Jole Jesurum e Marisa Jesurum (Castello 6222). Si è passati poi a Cannaregio, dove sono state poste le pietre alla memoria di Eugenio Saraval (civico 6042); del medico Giuseppe Jona (3826); di Pia Cesana Mariani e Leo Mariani al numero civico 1600. Infine, davanti alla Casa israelita di riposo (Cannaregio 2874) sono state deposte le pietre di Ada e Ida Ancona.

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Novanta pietre ad memoriam a Venezia

«La posa delle pietre d'inciampo - ha dichiarato Damiano - è ormai diventata la cerimonia simbolo del Mese della Memoria. Si tratta di un momento con un alto valore civile, che va a restituire identità e dignità, ma anche un nome, un volto, una voce e un'anima a tutti quei cittadini veneziani che sono stati deportati nei campi di sterminio. Con oggi abbiamo deposto altre 12 pietre, che si aggiungono alle 78 già posizionate in questi anni. Venezia, ancora una volta, si dimostra sensibile al tema della Shoah e della memoria e può essere d'esempio per tutti e soprattutto per le giovani generazioni. E lo sta facendo, oltre che con questo percorso, anche con numerose altre iniziative, come il conferimento della cittadinanza onoraria che daremo alla senatrice a vita Liliana Segre, e con molti altri momenti che sono stati realizzati con grande passione da parte di tutti i soggetti e le realtà coinvolte, che voglio ringraziare».

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