Lunedì, 17 Maggio 2021
Cronaca

Mondo dell'industria in lutto, è morto Pietro Marzotto. Zaia: "Se ne va un veneto vero"

L'imprenditore aveva guidato l'omonimo gruppo tessile a lungo, diventando anche presidente di Confindustria Vicenza. Poi la decisione di ritirarsi nel Portogruarese, dove è spirato

E' spirato giovedì l'imprenditore Pietro Marzotto, all'età di 80 anni. Marzotto si è spento all'ospedale di Portogruaro, dove risiedeva da alcuni anni. Era stato ricoverato per alcune complicazioni cardiache. Figlio del conte Gaetano Marzotto, ultimo di sette fratelli, aveva guidato il gruppo tessile di Valdagno per 16 anni e aveva ricoperto anche il ruolo di vicepresidente di Confindustria.

Ha reso il gruppo una multinazionale

Pietro, il più giovane dei figli di Gaetano, era entrato nella Marzotto il primo gennaio 1968 portandola a diventare una multinazionale. A lui si deve l'intuizione di diversificare le attività del gruppo di famiglia, dal tessile alla confezione. Marzotto si laurea in Giurisprudenza a Milano, svolgendo nello stesso tempo un periodo di apprendistato come semplice operaio negli stabilimenti di Mortara e Valdagno. Nel 1971 diventa direttore delle attività tessili della famiglia; l'anno dopo amministratore delegato, nel 1980 vicepresidente esecutivo. Nel 1991, la Marzotto acquisisce la tedesca Hugo Boss, alla quale verrà poi dato un ulteriore rilancio nel 2002 quando il gruppo rileva dalla Hdp dei Romiti la maison Valentino, risanandola e quotandola in Borsa separatamente nel 2005 (mantenendone la maggioranza).

Zaia: "Un veneto vero"

“Salutiamo un uomo dal carattere forte e un imprenditore che per decenni è stato interprete di una realtà produttiva ed economica che ha fatto storia nel Veneto e in Italia - ha commentato il presidente della Regione, Luca Zaia - Ho sempre pensato che Marzotto fosse una persona schietta. Sin da giovane, quando decise di entrare in quella fabbrica di cui era proprietaria la sua famiglia, da operaio, da apprendista, quasi a voler toccare con mano le basi sulle quali poggiava uno dei più grandi gruppi tessili italiani. Un modo concreto, il suo, ma anche lungimirante e moderno, di affrontare il lavoro e l’impresa, che lo ha portato a essere per trent’anni alla guida dell’industria di Valdagno, fino a trasformarla in una multinazionale. Lo stesso atteggiamento che lo ha indotto solo pochi anni fa a intraprendere una nuova avventura nel settore dell’alimentazione, cedendo la sua partecipazione nella storica azienda di famiglia”. I messaggi di cordoglio stanno arrivano da ogni parte del mondo: “Se ne va un veneto autentico, che ha amato questa terra e che qui ha voluto vivere fino alla fine – conclude Zaia –. Alla sua famiglia giungano le mie personali condoglianze e quelle dell’intera Regione”.

Confindustria Vicenza: "Ha lasciato un segno importante"

"Con Pietro Marzotto se ne va un uomo che ha lasciato un segno molto importante nella storia industriale vicentina e nazionale, in particolare dagli anni Settanta agli anni Novanta del secolo scorso". L'ha affermato il presidente di Confindustria Vicenza Luciano Vescovi. "Assunse ruoli di vertice in azienda fin dai primi anni Settanta - ricorda - in un periodo storico estremamente delicato per le imprese e per l'Italia, con le tensioni sociali che ancora sentivano gli echi del '68 e avevano vissuto proprio a Valdagno e alla Marzotto uno degli episodi di protesta più eclatanti verificatisi in quegli anni nel Paese". Marzotto seppe tenere "il timone fermo in quel frangente e poi ancora per molti anni, diventando il protagonista di una lunga stagione di sviluppo e di successo dell'azienda in tutto il mondo". Per Confindustria "non è stato soltanto un grande imprenditore. E' stato anche un prezioso presidente per l'associazione. La guidò per quattro anni, dal 1983 al 1987, proseguendo il lavoro di rinnovamento avviato dal suo predecessore, Giancarlo Ferretto, facendole acquisire autorevolezza a livello nazionale, portandola a essere sempre più parte attiva tra le forze sociali della provincia e a crescere nella capacità di essere a servizio delle imprese, in un periodo storico cruciale, che vide le imprese vicentine accrescere sempre più la propria presenza sui mercati mondiali". Marzotto proseguì poi il suo impegno in Confindustria diventando anche vicepresidente nazionale. "Si era da tempo ritirato dalla vita economica e sociale vicentina - conclude Vescovi - ma la sua impronta di uomo di impresa e di grande visione rimarrà a lungo come riferimento importante per tutti noi".

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