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Il piromane di San Donà rimane in carcere: "Ho agito per vendetta"

Il 49enne finito in manette nella notte tra sabato e domenica ha confessato di essere stato lui l'autore dei raid nella sede della Municipale

Li ha odiati talmente tanto da bruciare i loro mezzi. Lasciando dietro di sé una lunga serie di indizi che alla fine lo hanno indotto a confessare. L'arresto del 49enne finito in manette all'alba di domenica per aver dato alle fiamme un ufficio mobile della polizia municipale nella sede di via Ungheria Libera è stato convalidato martedì mattina dal giudice per le indagini preliminari. Tutto ora appare chiaro: l'uomo ha infatti confessato le sue malefatte, allontanando ogni possibile dubbio sul fatto che possa esserci stato qualche complice ad aiutarlo. Sia per il primo rogo dell'11 settembre scorso, quando vennero distrutti tre mezzi della Municipale e una Panda dei messi comunali, sia per quello di domenica scorsa, quando vittima delle fiamme fu un Ducato usato come ufficio mobile.

Il 49enne faceva parte di un ristretto numero di persone (cinque al massimo) che avrebbero potuto avercela con la polizia locale per sanzioni o multe e che attraverso attività tecnica avrebbero potuto essere presenti nelle vicinanze del rogo. Domenica notte un equipaggio del Nucleo Operativo e Radiomobile, con la collaborazione di alcuni agenti della polizia locale, è andata a casa del 49enne, originario di Milano, trovandolo mentre si stava cambiando per mettersi a letto, dopo essere appena rientrato. Quest’ultimo, messo di fronte a tutti gli elementi di responsabilità emersi a suo carico, ha deciso di ammettere non solo quest’ultimo episodio, ma anche quello precedente dell’ 11 settembre.

Ha cosi raccontato ciò che già era stato ricostruito dagli investigatori: di essere entrato nell’area di parcheggio dove sono custoditi i veicoli della polizia locale  attraverso un varco che si era procurato nella rete di recinzione, e di aver poi versato la benzina sui mezzi, appiccando il fuoco con uno stoppino ricavato con una carta di giornale arrotolata. Appena divampate le fiamme, ha inforcato la sua bicicletta per tornare verso casa, gettando in un cassonetto per i rifiuti la tanica che aveva utilizzato per trasportare la benzina, che aveva acquistato nel pomeriggio del giorno prima al self service di un distributore del centro.

Il motivo del suo gesto è da attribuire a un profondo risentimento nei confronti del Corpo della Municipale. Svariati sono stati gli episodi in cui si è visto contestare sanzioni al codice della strada. Non essendo in possesso di patente di guida, gli agenti avevano più volte contestato sanzioni amministrative, provvedendo anche a sequestrare i mezzi con i quali viaggiava, come previsto dal codice della strada. Di recente aveva anche aggredito due vigili, episodio per il quale si era guadagnato una denuncia in stato di libertà per violenza a pubblico ufficiale.

Per ultimo, proprio sabato pomeriggio, gli era stata notificata l’ultima sanzione amministrativa, circostanza in cui aveva reagito in malo modo. Lo stesso giorno, nel tardo pomeriggio, era stato visto transitare nei pressi del comando di via Ungheria Libera, circostanza che sommata ai restanti elementi ha fatto chiudere il cerchio su di lui. Il gip ha accolto la tesi del pubblico ministero, che ha contestato oltre che il pericolo di reiterazione del reato anche la premeditazione del gesto. Per il 49enne si sono quindi spalancate le porte del carcere.

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